IKEA: il SI vince al referendum e perdono tutti i lavoratori

Roma -

E' fatta, dopo giorni e giorni di silenzio abbiamo finalmente i risultati complessivi e di negozio del voto dei lavoratori ikea. Facciamo un po' di chiarezza su quanto e' accaduto...

 

Dopo mesi e mesi di trattativa fatta di tira e molla, l' azienda ha posto un ultimatum per una conclusione forzata.

 

Cgil,Cisl e Uil, a questo punto invece, di costruire un'alternativa di lotta seria e forte, hanno pensato bene di inscenare un referendum su una bozza di accordo partorito nel pieno della notte, nell' ultimo incontro con l' azienda. Bozza di accordo che si e' volutamente cercato di far passare come una presa di atto della sola proposta aziendale.

 

Peccato che la carta canti quando deve e a pag 2 di questo verbale leggiamo senza indugio che le parti "stabiliscono" di togliere il premio aziendale ai nuovi assunti ( LE PARTI ). Le parti prosegue convengono ( LE PARTI ).

 

Insomma, un vero e proprio accordo con tanto di firme dell'azienda e dei sindacati firmatari, dal quale si e' voluto scaricare le responsabilità sui lavoratori tramite il loro voto.

 

Si sono fatti store meeting, dove si e' ventilata la cassa integrazione in caso di voto negativo, ed abbiamo avuto assemblee dei lavoratori dove i territoriali delle sigle hanno pronosticato chissa' quale scenario catastrofico, elogiando l'azienda che comunque ha recepito delle richieste dei sindacati.

 

Tutto cio' con RSU divise sul si o il no nel voto e quasi ignare dei comunicati nazionali delle loro sigle: manifesti di sublimazione delle relazioni mantenute con l' azienda e dei risultati ottenuti...insomma un partigiano consiglio a votare si!!!

 

USB e i lavoratori iscritti a questo sindacato avevano presentato una piattaforma nazionale mai accolta dalle parti, ed hanno chiaramente ed in ogni forma espresso UN NETTO NO a questo modo di condurre una trattativa cosi come nel referendum.

 

Ci dispiace constatare che nonostante gli avvertimenti sulla farsa che stava avvenendo, non si e' voluto col voto dare ancora di piu' un segnale forte sia all'azienda, sia ai sindacati complici. Ma non possiamo additare la colpa ai lavoratori.

 

Questo e' stato un referendum sbagliato nel metodo perche' proposto sotto l'effetto di pressioni e ricatto, e soprattutto senza la pur minima volonta' di dare un'alternativa con una vertenza ed una lotta senza compromessi, in barba alle buone relazioni con l' azienda.

 

Siamo consapevoli anche dello sforzo di alcune RSU nel marcare la differenza dalle scelte dei loro nazionali, le ringraziamo, ma qui si pone anche una riflessione per loro che e' quella sulla coerenza e su una battaglia comune verso certi traditori dei lavoratori e dei loro bisogni.

 

Crediamo fortemente che i sindacati confederali abbiano perso i principi essenziali di un sindacato vero, onesto, non compromesso in interessi economici .

Crediamo fortemente che siano complici della disfatta sui diritti acquisiti, ed il loro contratto Ikea è li, a futura memoria, per i vecchi ma soprattutto per i nuovi assunti, quelle nuove generazioni che un sindacato dovrebbe tutelare seriamente.

 

Non con uno sciopero al'anno ma sempre, dando dignità alla lotta, alla rappresentanza, ai lavoratori.

 

Per questo il sindacalismo di base e USB e' l' unica speranza rimasta per la difesa dei nostri diritti.

 

Per questo chiediamo a tutte le RSU delle sigle complici di questo pessimo accordo, di fare un passo indietro per lavorare insieme dove si puo' veramente e liberamente FARE!

 

Per questo chiediamo a tutti i lavoratori di unirsi a noi  per ritrovarsi insieme in un sindacato con valori saldi, non svenduti ai padroni, nei quali crediamo e sempre continueremo a credere.