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Mai più UCCISI dal nostro lavoro

632 persone sono state uccise dal loro lavoro dall’inizio dell’anno.

Non siamo più disposti a farci uccidere per il profitto, ci organizziamo insieme, venerdi, a Terni

Terni -

Domenica, Mario è stato ucciso a 51 anni dal suo lavoro, sfrecciava in bicicletta per le strade di Bologna, schiacciato fra ritmi frenetici e la mancanza totale di diritti.

Martedi, Antonio è stato ucciso a 54 anni dal suo lavoro, spegneva un incendio, salvava vite, schiacciato fra un contratto precario e la mancanza totale di assicurazione Inail.

Mercoledi, un uomo è stato ucciso a 49 anni dal suo lavoro, scaricava merci, schiacciato fra forme di caporalato e la mancanza totale di stabilità.

Sabato, Giancarlo e Paolo sono stati uccisi a 61 e 56 anni dal loro lavoro, guidavano un trattore, stritolati fra i prezzi al ribasso imposti dalla Gdo e la mancanza totale di dispositivi di sicurezza.

Questi sono solo gli ultimi lavoratori uccisi dal loro stesso lavoro, in una strage continua mai citata dalle Istituzioni se non per spot elettorali. Dall’inizio dell’anno sono 632 i morti di lavoro che siano all’interno di un magazzino, in un campo o sulle strade. Uccisi dal meccanismo padronale che obbliga a rinunciare ai propri diritti e costringe a ritmi frenetici e disumani, a salari bassi e alla mancanza di sicurezza.

Nel 2018, la maggior parte delle assunzioni è stata a termine, più di 16mila persone sono state assunte in modo precario nel tentativo di mantenerle sotto controllo. Qualsiasi legittima richiesta di rispetto dei diritti e della sicurezza da parte dei lavoratori produce una bieca minaccia, da parte del datore, di non rinnovare il contratto.

La minaccia del licenziamento incombe ogni volta che un lavoratore segnala mancanze nella sicurezza e nei diritti.

La mancanza di prevenzione e sicurezza sui posti di lavoro non ha solo un impatto immediato ma può ripercuotersi per sempre sulla vita dei lavoratori, tanto da pregiudicarne la qualità anche una volta usciti dal lavoro. Non facciamo riferimento soltanto agli effetti devastanti dell’infortunio, ma a quelle patologie direttamente riconducibili alle mansioni svolte che possono presentare i loro effetti anche 10 anni dopo l’uscita dall’ambiente lavorativo.

Le malattie professionali in Italia sono aumentate del 26%, sono in crescita le patologie del sistema osteomuscolare (da 2405 del 2017 a 2504 del 2018) e raddoppiano le malattie della pelle dovute all’esposizione ad agenti chimici o biologici e a raggi ultravioletti.

Gig economy, esternalizzazioni, flessibilità, sono solo nuovi nomi per descrivere uno sfruttamento vecchio che conosciamo bene.

Uno sfruttamento che rinneghiamo.

La nostra vita viene prima di tutto.

Se il governo non prende parola in difesa della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, allora noi usciamo dai tribunali e torniamo nelle strade.

Cosi come fatto a Bologna, lavoratori, Rls e delegati presidieranno tutti i luoghi di lavoro e le città. La salute e la vita dei lavoratori non deve essere oggetto degli impersonali meccanismi dei mercati, controllati da padroni che mirano solo al loro profitto.

Ne parliamo questo venerdi a Terni attraverso l’inchiesta “Commercio Totale” condotta da Usb in merito a salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare nel settore del commercio. Settore, questo, non scelto a caso ma perchè pretende di dettare i ritmi, non solo di lavoro, ma della stessa vita, a tutti i lavoratori della filiera agroalimentare, dai campi agli scaffali, passando per la logistica.

Verranno forniti strumenti pratici di azione che Rls, delegati e lavoratori possono mettere in campo tutti i giorni sui loro luoghi di lavoro.

Non saremo gli schiavi del terzo millennio e non siamo disposti a farci uccidere per il profitto.

 

Presentazione Commercio Totale

Cenacolo San Marco

Via del Leone 12, Terni

Venrdi 21 giugno, ore 18.00

 

Usb Lavoro Privato

Luca Paolocci