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            <title>Rss Feed commercio.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di commercio.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 12:40:04 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Fri, 07 Aug 2026 12:40:04 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <guid isPermaLink="false">news-156215</guid>
                        <pubDate>Wed, 22 Jul 2026 12:24:25 +0200</pubDate>
                        <title>MARIM, 19 POSTI DI LAVORO A RISCHIO: LOTTOMATICA GARANTISCA LA CONTINUITÀ OCCUPAZIONALE</title>
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		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/marim-19-posti-di-lavoro-a-rischio-lottomatica-garantisca-la-continuita-occupazionale-1225.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>La possibile chiusura della <a href="https://www.facebook.com/hashtag/marim?__cft__[0]=AZbmIYZMY6EWomJSZfeSXfLpTQGHleh9HJiE0YQ3wn9kY0Ka4la9ST8HElnVSgL-eMvgt8EnS0sMa6Bl2sNgSB63tCvXHPqFN25IgR_Oyq6fuYswyrMzEu7QOjRaKCKsOpxFmhnCiqpX8ie3AbRP4GBbdtbTsCQBf1el4Qber_9quZu9gJMaUgWwgnWhMbKCSkAbqrVLNDFjpuyp3zgDN-IC&amp;__tn__=*NK-R" target="_blank" rel="noreferrer nofollow noopener" tabindex="0">Marim</a> Srl di Moncalieri (TO) non è una semplice operazione societaria. Sono coinvolti 19 lavoratori e altrettante famiglie, che hanno diritto di conoscere il proprio futuro e le ragioni industriali della cessazione.</p>
<p>Secondo quanto appreso, la volontà di chiudere sarebbe stata inizialmente comunicata solo a voce, senza informativa formale e prospettando risoluzioni consensuali individuali. Una modalità inaccettabile, che rischia di privare i dipendenti delle tutele previste dalla legge.</p>
<p>Marim è controllata all’85,7% da <a href="https://www.facebook.com/hashtag/lottomatica?__cft__[0]=AZbmIYZMY6EWomJSZfeSXfLpTQGHleh9HJiE0YQ3wn9kY0Ka4la9ST8HElnVSgL-eMvgt8EnS0sMa6Bl2sNgSB63tCvXHPqFN25IgR_Oyq6fuYswyrMzEu7QOjRaKCKsOpxFmhnCiqpX8ie3AbRP4GBbdtbTsCQBf1el4Qber_9quZu9gJMaUgWwgnWhMbKCSkAbqrVLNDFjpuyp3zgDN-IC&amp;__tn__=*NK-R" target="_blank" rel="noreferrer nofollow noopener" tabindex="0">Lottomatica</a>, che non può considerarsi estranea alle conseguenze della scelta. L’impegno a ricercare riconversioni o ricollocazioni è solo un primo passo: servono garanzie scritte e soluzioni compatibili con professionalità, retribuzioni e condizioni personali. La ricollocazione non può tradursi in trasferimenti insostenibili o dimissioni forzate.</p>
<p>La vicenda preoccupa ancora di più dopo la chiusura della sede serba di PWO, società integrata nel Gruppo, che ha lasciato senza lavoro 348 persone. Gli stessi documenti finanziari collegano quella chiusura alle ristrutturazioni e alle “sinergie di costo”. Intanto, nel primo trimestre 2026, l’EBITDA rettificato di Lottomatica è salito da 220,5 a 235,5 milioni di euro.</p>
<p>Non sosteniamo che le due operazioni appartengano allo stesso piano, ma la loro successione impone una domanda: le attività vengono accentrate, le sinergie trasformate in maggiori margini e il prezzo scaricato sui lavoratori e sulle loro famiglie?</p>
<p>Come <a href="https://www.facebook.com/hashtag/usb?__cft__[0]=AZbmIYZMY6EWomJSZfeSXfLpTQGHleh9HJiE0YQ3wn9kY0Ka4la9ST8HElnVSgL-eMvgt8EnS0sMa6Bl2sNgSB63tCvXHPqFN25IgR_Oyq6fuYswyrMzEu7QOjRaKCKsOpxFmhnCiqpX8ie3AbRP4GBbdtbTsCQBf1el4Qber_9quZu9gJMaUgWwgnWhMbKCSkAbqrVLNDFjpuyp3zgDN-IC&amp;__tn__=*NK-R" target="_blank" rel="noreferrer nofollow noopener" tabindex="0">USB</a> chiediamo la sospensione delle risoluzioni individuali, le reali motivazioni industriali della chiusura, un piano scritto di continuità produttiva o ricollocazione, la salvaguardia di occupazione, anzianità, retribuzione e professionalità.</p>
<p>Dopo la Serbia, Moncalieri non può diventare un’altra casella da cancellare in nome delle “sinergie”. Lottomatica garantisca tutti i posti di lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Unione Sindacale di Base</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 21 Jul 2026 10:23:43 +0200</pubDate>
                        <title>USB COMMERCIO: PIENA SOLIDARIETÀ ALLO SCIOPERO DEL PAME IN GRECIA, SERVE UNIRE LE LOTTE E COSTRUIRE UNA STRATEGIA COMUNE</title>
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		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/usb-commercio-piena-solidarieta-allo-sciopero-del-pame-in-grecia-serve-unire-le-lotte-e-costruire-una-strategia-comune-1025.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il tempo di vita non è una merce. La mobilitazione promossa in Grecia dal&nbsp;PAME&nbsp;dimostra che l’erosione del riposo, delle domeniche e delle festività è un problema comune alle lavoratrici e ai lavoratori del commercio a livello internazionale; dietro la liberalizzazione degli orari e l’estensione continua delle aperture si nasconde un modello che sacrifica la vita privata e familiare per garantire maggiori profitti alle grandi catene commerciali e alle multinazionali della distribuzione.</p>
<p>Anche in Italia, dopo la completa&nbsp;liberalizzazione delle aperture commerciali, il lavoro domenicale e festivo è diventato strutturale, con turni variabili, cambiamenti comunicati con poco preavviso, riposi infrasettimanali e difficoltà nel programmare la propria vita come condizione ordinaria di migliaia di lavoratrici e lavoratori, trasformando la libertà concessa alle impresein una riduzione della libertà e del tempo di vita di chi lavora. Non è accettabile che il diritto delle imprese ad aprire senza limiti prevalga sul diritto delle persone al riposo, alla conciliazione e agli affetti: la domenica&nbsp;e le festività non possono essere considerate giornate come tutte le altre, né il lavoro in queste giornate può essere imposto come una normale esigenza organizzativa.</p>
<p>PAME e USB appartengono entrambe alla Federazione Sindacale Mondiale (FSM): questa comune collocazione rafforza la necessità di costruire una visione e un’iniziativa sindacale coordinate a livello internazionale, come anche quella promossa a&nbsp;dicembre&nbsp;prossimo dalla&nbsp;Fédération CGT du&nbsp;Commerce, des Services et des Hôtels-Cafés-Restaurants / Tourisme. Le grandi multinazionali organizzano le proprie strategie oltre i confini nazionali: anche le lavoratrici e i lavoratori devono unire le proprie lotte, condividere esperienze e rivendicazioni e costruire risposte comuni.</p>
<p>Per queste ragioni&nbsp;condividiamo e sosteniamo le azioni e le mobilitazioni del PAME&nbsp;ed esprimiamo piena solidarietà alle lavoratrici, ai lavoratori e al sindacato greco impegnati nella vertenza.</p>
<p>La loro lotta è anche la nostra: per salari dignitosi, orari stabili e per il diritto al riposo, alla vita e agli affetti.</p>
<p>USB Lavoro Privato – Commercio, Servizi e Grande Distribuzione</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qui il comunicato del PAME:&nbsp;<a href="https://pamehellas.gr/machitiko-apergiako-minyma-tin-kyriaki-19-ioylioy-toys-ergazomenoys-emporio-se-oli-ti-chora-vinteo-foto" target="_blank" rel="noreferrer nofollow noopener">https://pamehellas.gr/machitiko-apergiako-minyma-tin-kyriaki-19-ioylioy-toys-ergazomenoys-emporio-se-oli-ti-chora-vinteo-foto</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 20 Jul 2026 11:23:08 +0200</pubDate>
                        <title>𝗜𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗲&#039; 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗲: Turni, lavoro domenicale e diritto alla conciliazione tra vita privata e lavoro nella Grande Distribuzione Organizzata</title>
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		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/%F0%9D%97%9C%F0%9D%97%B9-%F0%9D%98%81%F0%9D%97%B2%F0%9D%97%BA%F0%9D%97%BD%F0%9D%97%BC-%F0%9D%97%BB%F0%9D%97%BC%F0%9D%97%BB-%F0%9D%97%B2-%F0%9D%98%82%F0%9D%97%BB%F0%9D%97%AE-%F0%9D%97%BA%F0%9D%97%B2%F0%9D%97%BF%F0%9D%97%B0%F0%9D%97%B2-turni-lavoro-domenicale-e-diritto-alla-conciliazione-tra-vita-privata-e-lavoro-nella-grande-distribuzione-organizzata-1126-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La Grande Distribuzione Organizzata è uno dei settori nei quali l'organizzazione dell'orario di lavoro ha subito le trasformazioni più profonde degli ultimi trent'anni. L'estensione delle aperture domenicali e festive, l'allungamento degli orari commerciali e la crescente competizione tra le grandi catene hanno modificato radicalmente il modo di lavorare di centinaia di migliaia di addetti.</p>
<p>Dietro la promessa di un servizio sempre disponibile per il consumatore si cela però una realtà spesso molto diversa per chi quel servizio lo garantisce ogni giorno. Turni variabili, modificati con poco preavviso, giornate lavorative distribuite su sette giorni, aperture festive e difficoltà a programmare la propria vita personale rappresentano ormai una condizione ordinaria per molti lavoratori del settore.</p>
<p>La flessibilità organizzativa, se non adeguatamente regolata, rischia di trasformarsi in un sacrificio permanente imposto esclusivamente ai lavoratori.</p>
<p>L'organizzazione dell'orario di lavoro costituisce uno degli elementi fondamentali del rapporto di lavoro.</p>
<p>Il decreto legislativo n. 66 del 2003 disciplina la durata dell'orario, i riposi giornalieri e settimanali, le pause e il lavoro notturno, ponendo limiti precisi a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.</p>
<p>Anche la Costituzione, attraverso gli articoli 32, 35, 36 e 41, richiama il principio secondo cui l'attività economica non può svolgersi in contrasto con la dignità umana e con la tutela della salute.</p>
<p>La legge, tuttavia, definisce soltanto il quadro generale. È l'organizzazione concreta del lavoro nei punti vendita che determina la qualità della vita delle persone.</p>
<p>Negli ultimi anni la progressiva liberalizzazione degli orari commerciali ha modificato profondamente il settore: le aperture domenicali e festive, inizialmente considerate eccezionali, sono progressivamente diventate parte integrante del modello di business della grande distribuzione. Le aziende hanno così costruito un'organizzazione basata sulla disponibilità continua del personale.</p>
<p>Per il consumatore questo significa poter fare acquisti in qualsiasi momento della settimana.</p>
<p>Per il lavoratore significa, invece, dover rinunciare sempre più spesso a giornate tradizionalmente dedicate alla famiglia, al riposo, alla partecipazione sociale e alla vita comunitaria.</p>
<p>Il problema non è rappresentato esclusivamente dal lavoro domenicale in sé, ma dalla sua frequenza, dalla programmazione e dalla distribuzione dei carichi tra il personale.</p>
<p>Uno degli aspetti maggiormente segnalati dai lavoratori riguarda la continua modifica dei turni.</p>
<p>In molti punti vendita la programmazione settimanale viene comunicata con scarso anticipo oppure subisce variazioni dovute a esigenze organizzative, picchi di vendita o assenze improvvise.</p>
<p>Questo sistema rende estremamente difficile organizzare la vita privata.</p>
<p>Prenotare una visita medica, partecipare a una riunione scolastica, assistere un familiare anziano o semplicemente programmare una giornata con i propri figli diventa spesso un'impresa.</p>
<p>La disponibilità richiesta finisce per estendersi ben oltre il tempo effettivamente lavorato.</p>
<p>Il tempo libero si trasforma in un tempo sospeso, subordinato alle esigenze dell'organizzazione aziendale.</p>
<p>Il lavoro nelle domeniche e nei giorni festivi rappresenta uno degli elementi più delicati del settore.</p>
<p>Il ricorso sistematico al lavoro festivo non può essere considerato una condizione priva di conseguenze.</p>
<p>Le festività rappresentano momenti di aggregazione familiare e sociale riconosciuti dalla cultura del nostro Paese.</p>
<p>Lavorare durante tali giornate significa spesso rinunciare alla partecipazione alla vita familiare, con effetti che si riflettono soprattutto sui nuclei con figli piccoli o con persone non autosufficienti da assistere.</p>
<p>La valorizzazione economica del lavoro festivo costituisce un riconoscimento importante, ma non può compensare il sacrificio personale richiesto.</p>
<p>L'organizzazione dei turni non produce soltanto conseguenze sociali. Numerosi studi dimostrano come la variabilità degli orari possa incidere sulla qualità del sonno, sull'alimentazione, sulla gestione dello stress e sull'equilibrio psicofisico.</p>
<p>Quando ai turni irregolari si aggiungono organici ridotti, elevati ritmi di lavoro e continui cambi di programmazione, il rischio di stress lavoro-correlato aumenta sensibilmente.</p>
<p>La normativa in materia di salute e sicurezza impone al datore di lavoro di valutare anche i rischi organizzativi, non soltanto quelli fisici.</p>
<p>L'organizzazione del lavoro rappresenta quindi un elemento centrale della prevenzione.</p>
<p>Negli ultimi anni il tema della conciliazione tra vita privata e lavoro è diventato uno dei principali indicatori della qualità dell'occupazione.</p>
<p>La possibilità di conoscere con congruo anticipo il proprio orario di lavoro costituisce un presupposto fondamentale per esercitare diritti che vanno ben oltre il rapporto di lavoro.</p>
<p>Studiare, assistere familiari, svolgere attività sociali, praticare sport o semplicemente riposare non rappresentano privilegi, ma elementi essenziali per il benessere della persona.</p>
<p>Un'organizzazione del lavoro costruita esclusivamente sulle esigenze del mercato rischia di comprimere progressivamente tutti questi spazi.</p>
<p>Come USB riteniamo che la competitività delle imprese non possa essere costruita scaricando sui lavoratori l'intero peso della flessibilità organizzativa. Il diritto alla conciliazione tra vita privata e lavoro deve diventare un criterio centrale nella gestione degli orari.</p>
<p>Una programmazione trasparente, condivisa e stabile migliora non soltanto la qualità della vita dei lavoratori, ma anche il clima aziendale, la produttività e la qualità del servizio offerto ai cittadini.</p>
<p>Il rispetto delle persone rappresenta un investimento e non un costo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Proponiamo una revisione dell'organizzazione degli orari di lavoro fondata su alcuni principi fondamentali:</p>
<p>• programmazione dei turni con adeguato anticipo e limitazione delle modifiche dell'ultimo minuto;</p>
<p>• distribuzione equilibrata del lavoro domenicale e festivo tra tutto il personale;</p>
<p>• valorizzazione economica delle prestazioni rese volontariamente nelle festività;</p>
<p>• incremento degli organici per ridurre il ricorso sistematico alla flessibilità;</p>
<p>• tutela effettiva del diritto al riposo e alla conciliazione tra lavoro, famiglia e vita sociale.</p>
<p>L'organizzazione del lavoro non può considerarlo una variabile illimitata da utilizzare esclusivamente in funzione delle esigenze commerciali.</p>
<p>Dietro ogni turno esistono relazioni familiari, responsabilità di cura, percorsi di studio, impegni sociali e bisogni di riposo che meritano pari dignità rispetto agli obiettivi economici dell'impresa.</p>
<p>Restituire equilibrio tra vita e lavoro significa riconoscere che la qualità dell'occupazione non dipende soltanto dal salario, ma anche dalla possibilità di vivere pienamente il proprio tempo.</p>
<p>Una grande distribuzione realmente moderna dovrebbe essere capace di coniugare efficienza organizzativa, qualità del servizio e rispetto della dignità di chi, ogni giorno, contribuisce con il proprio lavoro al suo funzionamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-156109</guid>
                        <pubDate>Mon, 13 Jul 2026 14:42:18 +0200</pubDate>
                        <title>Leroy Merlin costretta a chiudere un reparto sabato 11 luglio: lo sciopero USB ferma il punto vendita di porta di Roma</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/leroy-merlin-costretta-a-chiudere-un-reparto-sabato-11-luglio-lo-sciopero-usb-ferma-il-punto-vendita-di-porta-di-roma-1502.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Sabato <strong>11 luglio 2026</strong>, le lavoratrici e i lavoratori di <strong>Leroy Merlin Porta di Roma</strong>, con il sostegno di <strong>USB Lavoro Privato</strong>, hanno scioperato nelle ultime ore di ogni turno, dando vita a una nuova giornata di mobilitazione che ha prodotto <strong>disagi significativi</strong> alla direzione del punto vendita.</p>
<p>Nel corso del pomeriggio, la protesta ha costretto l’azienda a <strong>chiudere un intero reparto alle ore 19</strong>, interrompendo il servizio di <strong>ritiro ordini</strong> e bloccando la vendita di merce stoccata in magazzino. Il magazzino è stato chiuso e i venditori sono stati ufficialmente fermati dal vendere prodotti presenti in deposito. Un risultato che conferma la forza e la determinazione dei lavoratori e delle lavoratrici, capaci di incidere concretamente sull’organizzazione del lavoro e di rendere visibile il disagio che da mesi attraversa il punto vendita.</p>
<p>Nonostante l’azienda abbia tentato, anche in questa occasione, di <strong>sostituire il personale in sciopero</strong> richiamando dipendenti da altri punti vendita di Roma, la mobilitazione ha dimostrato che la protesta non può essere neutralizzata. USB denuncia questa pratica analoga a <strong>una condotta antisindacale</strong>, che tenta di svilire l’azione di chi esercita un diritto legittimo di protesta, ma che soprattutto rivela la piena consapevolezza aziendale del malessere diffuso tra il personale. Come ha osservato una lavoratrice, “<em>nel tentativo di mettere le toppe, Leroy Merlin ci ricorda quanto siamo importanti: siamo noi a generare la ricchezza dell’azienda, e quando veniamo a mancare, l’azienda lo sente, eccome</em>”.</p>
<p><strong>La scelta di sostituire chi sciopera non cancella il disagio, ma lo amplifica </strong>e&nbsp; conferma quanto la protesta sia giustificata e necessaria. USB ribadisce che le lavoratrici e i lavoratori di Leroy Merlin non intendono più subire condizioni di lavoro segnate da <strong>carichi insostenibili, sfruttamento del part-time e pressioni organizzative</strong>. <strong>La mobilitazione continuerà fino a quando non verranno aperti spazi di confronto reale e trasparente.</strong></p>
<p>USB Lavoro Privato comunica che <strong>anche nel prossimo fine settimana</strong> sono previste <strong>nuove agitazioni e scioperi</strong> presso il punto vendita di Porta di Roma, con modalità e articolazione che verranno rese note nei prossimi giorni.</p>
<p><strong>La protesta prosegue, perché la dignità e il giusto salario non si negoziano: si conquistano.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Commercio Roma</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 13 Jul 2026 10:53:25 +0200</pubDate>
                        <title>Il ricatto del part-time: poche ore pagate, disponibilità totale</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/il-ricatto-del-part-time-poche-ore-pagate-disponibilita-totale-1055.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nel linguaggio comune il lavoro part-time viene spesso presentato come uno strumento di conciliazione tra attività lavorativa e vita privata. In teoria dovrebbe consentire a chi lo sceglie di dedicare più tempo alla famiglia, allo studio o ad altre esigenze personali, senza rinunciare a un'occupazione stabile. Nella Grande Distribuzione Organizzata, tuttavia, questa rappresentazione è spesso lontana dalla realtà.</p>
<p>Per migliaia di lavoratrici e lavoratori&nbsp;<strong>il contratto part-time non rappresenta una libera scelta, ma l'unica possibilità di accedere a un posto di lavoro</strong>. Si tratta di un part-time &quot;subìto&quot;, caratterizzato da poche ore retribuite, salari insufficienti e una disponibilità richiesta ben superiore a quella formalmente prevista dal contratto. Il risultato è un modello organizzativo che trasferisce sull'organizzazione della vita dei lavoratori il costo della massima flessibilità richiesta dalle imprese.</p>
<p>Negli ultimi vent'anni il lavoro part-time è progressivamente diventato la forma ordinaria di assunzione nel commercio. Le aziende, dovendo far fronte a flussi di clientela variabili durante la giornata e la settimana, hanno costruito un'organizzazione del lavoro basata sulla&nbsp;<strong>massima adattabilità degli orari</strong>. È così che il part-time diventa uno strumento di precarietà quando viene utilizzato per comprimere il costo del lavoro, mantenendo al tempo stesso un'elevata disponibilità del personale.</p>
<p>Contratti da 18, 20 o 24 ore settimanali vengono spesso accompagnati dalla richiesta di effettuare ore supplementari, modifiche improvvise dei turni o prestazioni in giornate inizialmente non programmate. Il lavoratore si trova così in una condizione paradossale: percepisce una retribuzione ridotta, ma deve mantenersi costantemente disponibile. Chi osserva dall'esterno potrebbe pensare che lavorare venti ore alla settimana significhi avere molto tempo libero. La realtà è diversa.</p>
<p>Un turno di quattro ore al mattino e uno di tre ore nel tardo pomeriggio impediscono di organizzare un secondo lavoro, frequentare un corso di formazione o semplicemente pianificare la vita familiare. I cosiddetti turni &quot;spezzati&quot; frammentano la giornata, rendendo inutilizzabili le ore comprese tra una prestazione e l'altra.</p>
<p><strong>Il tempo che formalmente non è lavoro diventa, di fatto, tempo vincolato alle esigenze dell'impresa.&nbsp;</strong>Questa disponibilità permanente costituisce uno degli aspetti meno visibili, ma più pesanti dell'organizzazione del lavoro nella GDO.</p>
<p>Il primo effetto del part-time involontario è evidente: il salario. Una retribuzione calcolata su venti o ventiquattro ore settimanali, anche nel pieno rispetto del contratto collettivo, spesso non è sufficiente a garantire un'esistenza dignitosa. Molti lavoratori sono costretti a integrare il reddito con il sostegno familiare, con un secondo impiego o facendo ricorso ai risparmi.</p>
<p>Il fenomeno assume particolare rilevanza nei grandi centri urbani, dove il costo degli affitti e dei servizi rende estremamente difficile vivere con uno stipendio da part-time. L'occupazione perde così la propria funzione di autonomia economica.</p>
<p>La disciplina del lavoro a tempo parziale è contenuta nel decreto legislativo n. 81 del 2015. La normativa consente, entro determinati limiti, l'utilizzo delle cosiddette clausole elastiche. Esse permettono al datore di lavoro, previo accordo con il lavoratore e secondo quanto previsto dalla contrattazione collettiva, di modificare la collocazione temporale della prestazione o aumentarne la durata. Lo strumento nasce per rispondere a esigenze organizzative straordinarie.</p>
<p>Il problema sorge quando tali clausole diventano la regola e non l'eccezione. Una gestione eccessivamente unilaterale della&nbsp;<strong>flessibilità</strong>&nbsp;rischia di alterare l'equilibrio contrattuale e di svuotare di significato la programmazione della vita privata. Il rispetto della normativa e del contratto collettivo non esaurisce infatti il tema della qualità del lavoro. Una gestione formalmente legittima può comunque produrre effetti organizzativi gravosi se utilizzata in modo sistematico. La disponibilità continua richiesta ai lavoratori produce effetti che vanno ben oltre la sfera economica.</p>
<p>Diventa difficile programmare visite mediche, assistere un familiare, seguire il percorso scolastico dei figli o organizzare semplicemente una giornata di riposo. La continua&nbsp;<strong>incertezza sugli orari&nbsp;</strong>alimenta stress, affaticamento e senso di precarietà. Molti lavoratori descrivono la sensazione di dover attendere costantemente la comunicazione del turno successivo, rinunciando a prendere qualsiasi impegno personale. Questa condizione incide profondamente sulla qualità della vita e sulla salute psicologica.</p>
<p>Il settore del commercio presenta una forte presenza femminile. Sono proprio le lavoratrici a essere maggiormente coinvolte nei contratti part-time. Quando il lavoro ridotto si somma al carico di cura familiare, il rischio di esclusione economica aumenta sensibilmente. Il part-time involontario contribuisce inoltre ad ampliare il divario retributivo complessivo tra uomini e donne e determina effetti anche sul futuro previdenziale.</p>
<p>Meno ore lavorate significano infatti minori contributi versati e pensioni più basse. Una scelta organizzativa adottata&nbsp;oggi&nbsp;rischia quindi di produrre conseguenze economiche per l'intera vita lavorativa. L'articolo 36 della Costituzione tutela non soltanto il diritto a una retribuzione sufficiente, ma richiama anche il valore della dignità del lavoro.</p>
<p>La dignità non dipende esclusivamente dall'importo della busta paga. Essa comprende la possibilità di organizzare la propria esistenza, partecipare alla vita sociale, esercitare responsabilità familiari e programmare il futuro.Un'organizzazione del lavoro basata sull'incertezza permanente rischia di compromettere proprio questi aspetti fondamentali.</p>
<p>Riteniamo che il part-time debba tornare a essere uno strumento volontario e non una modalità ordinaria di contenimento del costo del lavoro. L'obiettivo non è eliminare il tempo parziale, ma restituirgli la funzione originaria di conciliazione tra lavoro e vita privata.</p>
<p>Occorre favorire il consolidamento delle ore per chi lo richiede, limitare il ricorso sistematico alla flessibilità organizzativa e garantire una programmazione dei turni realmente rispettosa delle esigenze delle persone.&nbsp;<strong>La produttività aziendale non può essere costruita trasferendo integralmente sui lavoratori il peso dell'incertezza organizzativa.</strong></p>
<p>USB propone una piattaforma rivendicativa articolata su alcuni punti fondamentali:</p>
<p>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;diritto di precedenza effettivo nell'aumento dell'orario per i lavoratori part-time che ne facciano richiesta;</p>
<p>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;limitazione dell'utilizzo sistematico delle clausole elastiche e maggiore trasparenza nella loro applicazione;</p>
<p>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;programmazione dei turni con congruo anticipo, salvo comprovate esigenze eccezionali;</p>
<p>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;contrasto ai turni spezzati quando non strettamente necessari;</p>
<p>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;trasformazione dei rapporti part-time in full-time nei punti vendita caratterizzati da fabbisogni strutturali di personale;</p>
<p>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;riconoscimento economico delle modifiche di turno comunicate con scarso preavviso;</p>
<p>La flessibilità può rappresentare uno strumento utile quando è condivisa e bilanciata. Diventa invece un fattore di precarizzazione quando grava esclusivamente sulla parte più debole del rapporto di lavoro.</p>
<p><strong>Un contratto part-time non può trasformarsi in una disponibilità a tempo pieno pagata a tempo ridotto.</strong></p>
<p>Restituire equilibrio all'organizzazione del lavoro significa riconoscere che dietro ogni turno, ogni modifica di orario e ogni richiesta di disponibilità esiste una persona con una famiglia, relazioni sociali, diritti e progetti di vita.</p>
<p>La qualità del lavoro si misura anche da questo: dalla capacità di coniugare le esigenze produttive con il rispetto della dignità di chi, ogni giorno, contribuisce al funzionamento della grande distribuzione.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-156086</guid>
                        <pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:34:19 +0200</pubDate>
                        <title>Nella Grande Distribuzione, si lavora ma si resta poveri. Salari insufficienti, inflazione e perdita del potere d&#039;acquisto: il lavoro non può essere sinonimo di povertà.</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La Grande Distribuzione Organizzata rappresenta uno dei principali settori occupazionali del Paese. Supermercati, ipermercati, discount e grandi catene commerciali impiegano centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono un servizio centrale per la collettività. Dietro scaffali ordinati, corsie sempre rifornite e casse operative si nasconde però una realtà molto diversa dall'immagine proposta dalle campagne pubblicitarie delle aziende.</p>
<p>Negli ultimi anni il settore ha registrato fatturati in crescita, sostenuti dall'aumento dei prezzi al consumo e da una progressiva concentrazione del mercato nelle mani di pochi grandi gruppi, ma i salari hanno perso una quota significativa del proprio potere d'acquisto. Per migliaia di lavoratori il problema non è più soltanto arrivare alla fine del mese, ma riuscire a sostenere le spese essenziali: affitto, mutuo, bollette, carburante, alimentazione e cure sanitarie. Il fenomeno dei cosiddetti working poor, ossia delle persone che pur lavorando vivono in condizioni economiche precarie, riguarda ormai anche il commercio, tradizionalmente considerato un comparto stabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra il 2022 e il 2024 l'Italia ha registrato un livello di inflazione che non si vedeva da decenni. L'aumento dei prezzi dell'energia e delle materie prime si è riversato rapidamente sul costo della vita. I rinnovi contrattuali intervenuti sono arrivati dopo anni di vacanza contrattuale e, soprattutto, quando gran parte della perdita del potere d'acquisto era già stata subita dai lavoratori. Un aumento retributivo che arriva con anni di ritardo non restituisce automaticamente ciò che nel frattempo è stato perso. Nel periodo di attesa, infatti, le famiglie hanno continuato a pagare beni essenziali a prezzi sempre più elevati, spesso ricorrendo ai risparmi o rinunciando a consumi fondamentali; mentre le imprese adeguano progressivamente i prezzi di vendita, i salari rimangono fermi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il settore della grande distribuzione presenta un paradosso evidente: da un lato le aziende chiedono ai lavoratori professionalità, disponibilità, flessibilità, formazione continua e capacità di relazione con il pubblico, dall'altro lato, la retribuzione riconosciuta continua ad attestarsi su livelli che, soprattutto nei livelli di ingresso previsti dal CCNL, risultano spesso insufficienti rispetto al costo reale della vita.</p>
<p>La conseguenza è che migliaia di addetti sono costretti ad accettare straordinari, ricercare un secondo impiego oppure fare affidamento sul reddito del coniuge o della famiglia per mantenere un equilibrio economico.</p>
<p>Il lavoro, che dovrebbe rappresentare lo strumento principale di emancipazione sociale previsto dall'articolo 1 della Costituzione, rischia così di trasformarsi in un fattore di impoverimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La composizione occupazionale del settore rende la questione ancora più delicata:lLa grande distribuzione impiega una quota molto elevata di donne, spesso assunte con contratti part-time, e numerosi giovani al primo impiego; le lavoratrici, inoltre, continuano a sopportare il peso maggiore delle responsabilità familiari e di cura. Quando un salario già basso si combina con un part-time involontario, il rischio di povertà lavorativa cresce sensibilmente.</p>
<p>La riduzione del potere d'acquisto non produce soltanto effetti economici. Produce conseguenze sulla salute, sul benessere psicologico e sulla qualità della vita. Sempre più lavoratori rinunciano a visite specialistiche, attività sportive, momenti di socialità o formazione professionale. L'impossibilità di pianificare il futuro genera ansia, stress e senso di precarietà permanente. Una società nella quale chi lavora non riesce a vivere dignitosamente è una società destinata ad aumentare le disuguaglianze.</p>
<p>Come USB riteniamo che il problema salariale non possa essere affrontato esclusivamente attraverso rinnovi contrattuali diluiti nel tempo. Occorre aprire una discussione più ampia sul modello di distribuzione della ricchezza prodotta nel settore.</p>
<p>Se la produttività cresce, se il fatturato aumenta e se gli utili vengono distribuiti agli azionisti, anche il lavoro deve partecipare a quella ricchezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per noi è necessario:</p>
<p>&nbsp; &nbsp;&nbsp;• aumentare significativamente i minimi contrattuali;</p>
<p>&nbsp; &nbsp;&nbsp;• introdurre meccanismi automatici di recupero dell'inflazione;</p>
<p>&nbsp; &nbsp;&nbsp;• contrastare il part-time involontario che produce salari insufficienti;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La retorica secondo cui &quot;bisogna accontentarsi perché c'è un posto di lavoro&quot; appartiene a una stagione che deve essere definitivamente superata. Il lavoro non è una concessione dell'impresa. È il principale fattore che genera valore economico. Ogni scaffale rifornito, ogni cliente assistito, ogni inventario completato, ogni cassa aperta contribuisce ai risultati economici dell'azienda.</p>
<p>Per questo motivo il salario non rappresenta un costo da comprimere, ma il riconoscimento della ricchezza prodotta da chi lavora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Unione Sindacale di Base - Lavoro Privato&nbsp;</p>
<p>Commercio - Servizi - Grande Distribuzione&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 05 Jul 2026 13:54:54 +0200</pubDate>
                        <title>USB – A PORTA DI ROMA UNA GIORNATA DI SCIOPERO RIUSCITA: I LAVORATORI FERMANO LEROY MERLIN E RILANCIANO LA MOBILITAZIONE</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di sabato 4 luglio 2026, le lavoratrici e i lavoratori di Leroy Merlin Porta di Roma, insieme a USB Lavoro Privato, hanno dato vita a una giornata di sciopero che ha superato ogni aspettativa. Lo sciopero dell’intero turno ha registrato una partecipazione altissima, segno evidente che la situazione non è più tollerabile e che chi lavora ha deciso di non restare in silenzio di fronte a condizioni sempre più dure e ingiuste.</p>
<p>Fin dalle ore 11, il presidio davanti al centro commerciale si è riempito di persone determinate a rivendicare salario, dignità e diritti. La mobilitazione dei lavoratori è cresciuta minuto dopo minuto, trasformandosi in un corteo che ha attraversato Porta di Roma fino a raggiungere l’ingresso del negozio. È stato un momento di forza collettiva: una comunità di lavoratrici e lavoratori che ha scelto di rendere visibile il proprio disagio e la propria volontà di cambiamento proprio nel giorno in cui l’azienda puntava tutto sull’affluenza al centro commerciale in concomitanza dell'inizio dei saldi.</p>
<p>Nel corso della mattinata si è svolta anche la prima assemblea sindacale in sciopero, un passaggio cruciale dell'affermazione di USB tra i lavoratori. L’assemblea ha confermato che la mobilitazione non si ferma qui: le lavoratrici e i lavoratori, con il pieno sostegno di USB, hanno deciso di proseguire con l’agitazione sindacale e di proclamare due ore di sciopero a settimana, a partire da sabato prossimo. L’articolazione verrà comunicata nei prossimi giorni, ma il messaggio è già chiarissimo: oggi è stato solo l'inizio!</p>
<p>La protesta infatti nasce da un malessere profondo. I carichi di lavoro sono aumentati senza sosta, mentre il personale è stato ridotto al minimo. Il part-time è diventato uno strumento di sfruttamento, la flessibilità è imposta, i weekend sono sempre più pesanti, la produttività viene monitorata in modo ossessivo e la vita privata è stata sacrificata sull’altare delle esigenze aziendali. Sono condizioni che negano dignità e futuro, e che i lavoratori non intendono più accettare.</p>
<p>Durante lo sciopero è emerso un fatto gravissimo: Leroy Merlin, consapevole del diffuso malcontento e dell’inevitabile alta adesione alla protesta, ha tentato di sostituire il personale in sciopero ricorrendo a lavoratori provenienti da altri negozi. Questa scelta non solo conferma che l’azienda conosce perfettamente il livello di disagio interno, ma rappresenta una condotta antisindacale in piena regola. È la stessa logica autoritaria che ha portato la direzione a non riconoscere la RSA USB, negando ai lavoratori il diritto democratico di scegliere il proprio sindacato e di essere rappresentati da chi hanno liberamente scelto.</p>
<p>USB denuncia con forza questa arroganza antidemocratica e avvierà nelle sedi opportune la denuncia per la sostituzione del personale in sciopero.</p>
<p>Con questo sciopero abbiamo dimostrato che le lavoratrici e i lavoratori, insieme al loro sindacato, non aspettano il consenso padronale per difendere salario e dignità. Lo fanno con gli strumenti della lotta, della partecipazione e del conflitto, e continueranno a farlo.</p>
<p>Quella che si apre adesso è un’estate rovente: non solo per le temperature, ma per il livello di mobilitazione che intendiamo portare avanti. USB sarà al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in ogni passaggio, perché la dignità non si delega e i diritti non si chiedono: si conquistano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Commercio Roma</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 15:30:48 +0200</pubDate>
                        <title>Leroy Merlin punta al risparmio a spese dei lavoratori, USB proclama sciopero il 4 luglio a Porta di Roma</title>
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		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/leroy-merlin-punta-al-risparmio-a-spese-dei-lavoratori-usb-proclama-sciopero-il-4-luglio-a-porta-di-roma-1533.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB Lavoro Privato annuncia lo <strong>sciopero dell’intero turno</strong> nel punto vendita <strong>Leroy Merlin – Porta di Roma</strong>, per la giornata di <strong>sabato 4 luglio 2026</strong>, a seguito del peggioramento costante delle condizioni di lavoro e dell’assenza di risposte adeguate da parte dell’azienda.</p>
<p>Una scelta forte e necessaria, nel giorno in cui iniziano i saldi nel settore, che punta a denunciare la pressione esercitata da un’azienda animata dal massimo risparmio sul costo del lavoro, incurante del fatto che le lavoratrici e i lavoratori vivono condizioni sempre più insostenibili.</p>
<p>Negli ultimi mesi il personale ha visto una sostanziale riduzione dell’organico, composto in larga parte da contratti part‑time e da una quota significativa di rapporti a termine, mentre le nuove assunzioni risultano di fatto bloccate. I reparti operano in carenza strutturale di personale, con un aumento continuo dei carichi di lavoro e delle mansioni richieste, oltre all’abuso della flessibilità, senza alcun riconoscimento economico o professionale.</p>
<p>A ciò si aggiunge una pressione organizzativa crescente: la richiesta di presenza nei weekend è aumentata oltre la consuetudine del punto vendita, con un impatto evidente sulla vita privata delle lavoratrici e dei lavoratori. Il clima interno è segnato da formazione insufficiente, colpevolizzazioni e da un uso eccessivamente rigido di parametri numerici per valutare la prestazione, riducendo ogni attività a un indicatore misurabile e alimentando stress e insicurezza.</p>
<p>Sul piano salariale, la situazione è altrettanto critica. Il rinnovo contrattuale ha già mostrato la propria inefficacia, mentre il costo della vita continua a crescere. L’azienda ha inoltre dichiarato di non voler ricorrere a strumenti di salario indiretto come i buoni pasto, che rappresenterebbero un sostegno concreto per il personale.</p>
<p>Preoccupa anche il rinvenimento di sistemi di videosorveglianza che seppur apparentemente non in funzione hanno inciso negativamente sul clima di fiducia e sulla serenità dell’ambiente di lavoro. Parallelamente, si registra un aumento di provvedimenti disciplinari e licenziamenti improvvisi, spesso adottati con modalità che sollevano dubbi sulla loro proporzionalità e sulla solidità degli elementi probatori.</p>
<p>Infine, i lavoratori e le lavoratrici denunciano il mancato riconoscimento dell’organizzazione sindacale USB da parte dell’azienda, nonostante un numero crescente di dipendenti abbia scelto USB come riferimento per la tutela dei propri diritti. Questo comportamento ostacola un confronto corretto e limita l’esercizio delle prerogative sindacali.</p>
<p>Per tutte queste ragioni, USB Lavoro Privato proclama lo <strong>sciopero dell’intero turno sabato 4 luglio 2026</strong>, accompagnato da un’<strong>assemblea sindacale</strong> che si svolgerà nel corso del presidio autorizzato davanti al centro commerciale dalle ore 11.</p>
<p>USB invita tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori a partecipare perché mentre Leroy Merlin punta al risparmio, noi <strong>puntiamo ai diritti</strong>. E solo attraverso la partecipazione e l’unità è possibile costruire un luogo di lavoro più giusto, dignitoso e rispettoso dei diritti di chi ogni giorno garantisce il funzionamento del punto vendita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Commercio Roma</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 15:56:05 +0200</pubDate>
                        <title>USB Leroy Merlin denuncia la formazione ingannevole somministrata ai dipendenti.  Noi Leader? Fa ridere già così</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quale formazione?</strong><br /> Di recente Leroy Merlin ha deciso di erogare ai suoi dipendenti la “formazione” NOI LEADER. Fa ridere già così. La formazione è ben altra cosa, dovrebbe riguardare soprattutto gli aspetti tecnici e procedurali del nostro lavoro e come ben sappiamo è scarsa, se non assente.<br /> Tuttavia l'azienda fa sapere attraverso questa formazione che ha bisogno di dipendenti preparatissimi, competenti e sorridenti. Parallelamente ci informa anche che “non ci sono le risorse” per mettere a disposizione ore ufficiali di formazione. Non solo, fa trapelare l'idea che l'onere di essere formati è individuale, spetta cioè alla buona volontà del singolo insistere per essere adeguatamente formato. In questa logica di totale deresponsabilizzazione, ancora una volta è tutto a carico di chi lavora: se non sei preparato, è un problema tuo, che non hai fatto abbastanza domande.<br /> <strong>Lavoro di molti, profitto di pochi.</strong><br /> Potremmo poi soffermarci sul titolo: NOI LEADER.<br /> L'inganno potrà forse sfuggire ai meno attenti, ma non siamo collaboratori, men che mai siamo leader o stiamo beneficiando della crescita dell'azienda. Negli ultimi anni si è al contrario registrata la palese tendenza delle grandi aziende di volersi accrescere proprio sulle spalle di chi lavora: tagliando il personale, aumentando i carichi di lavoro, fornendo strumenti per aumentare la produttività, allungando la lista di cose fare e di responsabilità, senza che a questo corrisponda il benché minimo riconoscimento per chi effettivamente quella ricchezza la produce.<br /> <strong>Non ci crediamo più.</strong><br /> Tutto torna: se non ti vuoi formare, se non vuoi lavorare il weekend, se l'azienda perde ricchezza, è colpa tua, che non ti senti abbastanza leader.<br /> Più che una formazione sembra un dichiarato tentativo di continuare a INDOTTRINARE chi lavora con la solita retorica trita della grande famiglia, con la promessa di un benessere inesistente, e con la velata minaccia che la barca affonderà se chi sta più in basso non accetterà di fare un ulteriore “sforzo”.<br /> <strong>Mobilitiamoci insieme!</strong><br /> Molti di noi non hanno mai nemmeno provato a mettere in discussione questa retorica: perché sa essere pervasiva e convincente, perché ci sentiamo soli e isolati, e infine perché ci viene sottilmente suggerito di continuo che forse perderemo anche il lavoro, se proviamo anche solo a pensare in modo diverso.<br /> Ma non siamo soli. E iniziare a contrastare questo modo di pensare e agire è possibile, se lo facciamo insieme.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 13 May 2026 14:58:33 +0200</pubDate>
                        <title>USB: la scelta per riconquistare diritti e dignità anche in Leroy Merlin</title>
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		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/usb-la-scelta-per-riconquistare-diritti-e-dignita-anche-in-leroy-merlin-1508.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><em>A Leroy Merlin le lavoratrici e i lavoratori hanno posto problemi reali: carichi di lavoro insostenibili, turni disorganizzati, indennità mai riconosciute, buoni pasto insufficienti, domeniche pagate poco.</em><br /> <em>E mentre tutto questo accade, CGIL, CISL e UIL non hanno portato nulla al confronto con l’azienda.</em></p>
<p><em>Per questo alcune e alcuni di noi hanno deciso di cambiare strumento: se lo strumento non funziona, si cambia.</em></p>
<p><em>E quei lavoratori hanno scelto USB per lottare davvero e conquistare miglioramenti veri, per tutte e tutti.</em><br /> <em>USB non accetta rinnovi contrattuali vergognosi, accordi al ribasso o silenzi sulle condizioni dei reparti.</em><br /> <em>USB sceglie il conflitto quando serve, la trasparenza sempre, e mette al centro chi lavora.</em></p>
<p><em>Di seguito pubblichiamo il comunicato delle RSA USB di Porta di Roma, che spiega nel dettaglio le ragioni di questa scelta collettiva.</em></p>
<p><em>USB Commercio Roma</em></p>
<p><em>---</em></p>
<p><strong>Il sindacato è</strong> lo strumento organizzativo con il quale lavoratori e lavoratrici perseguono i propri interessi collettivamente. Alle volte può essere <strong>strumento di conflitto, altre di mediazione</strong>.</p>
<p>Lì dove c’è l’interesse del datore di lavoro ad aumentare il proprio profitto (ad esempio, aumento dei carichi di lavoro a parità di salario pagato) per lavoratori e lavoratrici c’è l’interesse opposto.</p>
<p>Si può cercare una soluzione individuale, come: sperare di ottenere un aumento <em>ad personam</em> o ritagliarsi una piccola posizione di privilegio; credere che tramite sacrifici e duro lavoro prima o poi si otterranno riconoscimenti di qualche tipo o addirittura essere fiduciosi di vedere in busta paga dei premi produzione da capogiro.</p>
<p>In Leroy Merlin i fatti ci mostrano il contrario: se così fosse, avremmo tutti un reddito più che degno e la possibilità di vivere una vita con ritmi regolari e libera dallo stress lavorativo.</p>
<p>Allora <strong>dobbiamo pensare a una soluzione collettiva per raggiungere reali miglioramenti per tutte e tutti</strong>. In tal caso si può scegliere di dotarsi dello strumento organizzativo che è il sindacato: è quello che alcuni di noi hanno fatto un paio di anni fa con la CGIL.</p>
<p>In quanto strumento dei lavoratori, il sindacato dovrebbe essere innanzitutto dei lavoratori e delle lavoratrici. Può sembrare scontato, ma limitandoci a quanto visto in questi due anni (un <strong>vergognoso rinnovo di CCNL</strong> ed un altrettanto vergognoso rinnovo del <strong>Contratto Integrativo</strong>) a lavoratori e lavoratrici della Grande Distribuzione Organizzata in generale, e di Leroy Merlin in particolare, qualche dubbio può venire sulla proprietà dello strumento chiamato “CGIL,CISL e UIL”.</p>
<p>In quanto organizzazione, il sindacato può mettere in contatto e coordinare lavoratori e lavoratrici oltre le mura di un singolo posto di lavoro: anche questo può sembrare scontato, ma <strong>c’è letteralmente un mondo fuori dall’edificio di Leroy Merlin Porta di Roma</strong>. E anche in questo caso possono sorgere seri dubbi sull’utilità organizzativa di “CGIL, CISL e UIL”.</p>
<p>Allo stato attuale, tutte le questioni sollevate nelle assemblee degli ultimi mesi, <strong>dall’indennità di tuta ai buoni pasto, dall’organizzazione dei turni più vicina alle nostre necessità all’aumento dei carichi di lavoro passando per le maggiorazioni domenicali</strong>, non sono state minimamente affrontate con l’azienda da parte di “CGIL, CISL e UIL”.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Ci sembra ovvia e scontata quindi la conclusione: <strong>se lo strumento non funziona, si cambia!</strong></p>
<p>Con questa motivazione, alcune e alcuni di noi hanno deciso di <strong>passare con USB</strong>, centrati sull’obiettivo di ottenere <strong>miglioramenti reali per tutte e tutti</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>RSA USB Leroy Merlin PdR</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 16 Apr 2026 14:19:52 +0200</pubDate>
                        <title>Apre lo sportello legale e per la sicurezza USB dedicato al Commercio e alla Grande Distribuzione: tutela, diritti e protezione per chi lavora</title>
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		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/apre-lo-sportello-legale-e-per-la-sicurezza-usb-dedicato-al-commercio-e-alla-grande-distribuzione-tutela-diritti-e-protezione-per-chi-lavora-1422.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB annuncia l’apertura di un nuovo&nbsp;<strong>sportello legale e per la sicurezza dedicato al settore del Commercio e GDO</strong>, pensato per offrire supporto concreto a chi ogni giorno affronta turni massacranti, pressioni indebite, irregolarità contrattuali, demansionamenti, discriminazioni e abusi nei luoghi di lavoro. Allo sportello legale si affiancherà anche la&nbsp;<strong>consulenza in materia di&nbsp; salute e sicurezza&nbsp;</strong>per rafforzare gli interventi anche a tutela della salute e monitorare le condizioni di lavoro e analizzare l'insorgere di eventuali malattie professionali.<br /> Lo sportello sarà&nbsp;<strong>gratuito, accessibile su appuntamento e rivolto a tutte le lavoratrici e i lavoratori del commercio</strong>: addette e addetti alla vendita, magazzinieri, cassiere, commesse, operatori della logistica interna, lavoratori in appalto e somministrati.</p>
<p><strong>L’obiettivo è garantire ascolto, tutela legale e sindacale, accompagnamento nelle vertenze e protezione da ritorsioni</strong>, favorendo l’emersione di situazioni che troppo spesso restano sommerse per paura, isolamento o ricatto occupazionale.<br /> Accanto alla tutela individuale, USB attiverà iniziative di prevenzione e informazione nei luoghi di lavoro, con assemblee, materiali divulgativi e percorsi formativi dedicati ai diritti nel commercio, alla sicurezza, ai carichi di lavoro e alla contrattazione.<br /> Il commercio è uno dei settori più colpiti dall' abuso della flessibilità, turni insostenibili e pressioni datoriali. Con questo sportello vogliamo dare strumenti concreti a chi lavora, sostenere chi denuncia irregolarità e costruire insieme un modello di lavoro più giusto, sicuro e rispettoso della dignità delle persone.</p>
<p>PRESENTAZIONE: 27 APRILE - ORE 11.00 presso la Sede Nazionale USB Unione Sindacale di Base, via dell'Aerporto 129 - Roma<br /> <br /> USB Commercio e Grande Distribuzione</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 18 Mar 2026 13:01:35 +0100</pubDate>
                        <title>Aggressioni nel Commercio: a Gravellona Toce (VB) due episodi in un solo giorno</title>
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		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/aggressioni-nel-commercio-a-gravellona-toce-vb-due-episodi-in-un-solo-giorno-1303.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nel settore del Commercio e della Grande Distribuzione Organizzata, dove di frequente la mancanza di personale e lo sfruttamento del lavoro vanno di pari passo, si sono verificate nuovamente delle aggressioni alle lavoratrici. È successo nella giornata di ieri, 17 marzo 2026, all'interno del negozio Penny Market di Gravellona Toce (VB).</p>
<p>In mattinata, a causa di problema tecnico, la cassa è andata in blocco, creando una lunghissima coda; la scelta dell'Azienda di non aprire subito una seconda cassa, determinata probabilmente dal fatto che l'altra operatrice di vendita era impegnata nel rifornimento dei reparti, ha fatto sì che al momento della riapertura dell'unica cassa, un cliente molto alterato aggredisse in modo verbalmente violento l'incolpevole cassiera. Solo l’intervento solidale degli altri clienti in coda ha impedito il degenerarsi del comportamento oltraggioso e irrispettoso del cliente furioso per l’attesa in cassa.</p>
<p>Nel pomeriggio, verso la chiusura, una stagista, al lavoro presso le casse senza la doverosa presenza del tutor, è stata molestata verbalmente da un cliente visibilmente alterato; trovandosi sola in un momento di difficoltà, ha evitato che il quadro degenerasse nuovamente chiamando la famiglia per farsi portare a casa.</p>
<p>L'USB denuncia nuovamente come la causa di questi continui e sempre più frequenti eventi siano la mancanza di personale, la disorganizzazione in termini di sicurezza sul lavoro e la mancanza di ogni investimento per la tutela della salute e salvaguardia delle lavoratrici e dei dei lavoratori, da parte di Aziende disposte a sacrificare sull'altare del profitto la sicurezza e la tutela di chi lavora e di chi pur facendo formazione viene impiegato sul lavoro in spregio della normativa.</p>
<p>Chiederemo a Penny Market un incontro immediato affinché s'intervenga tempestivamente per evitare che episodi del genere (comunque denunciati alle forze dell'ordine) diventino la terribile normalità di un sistema che, impazzito alla ricerca del massimo profitto, calpesta dignità e sicurezza sui luoghi di lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>USB Lavoro Privato - Piemonte</em></p>
<p><em>USB Lavoro Privato – Coordinamento Nazionale – Commercio e GDO </em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 02 Mar 2026 14:59:54 +0100</pubDate>
                        <title>Canili pubblici: quale modello per il futuro del servizio?</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/canili-pubblici-quale-modello-per-il-futuro-del-servizio-1505.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi mesi l’intervento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione sulla gestione degli appalti dei canili pubblici ha riportato al centro una questione che non riguarda soltanto procedure o capitolati ma il modo in cui un servizio pubblico viene pensato, organizzato e garantito.</p>
<p>Nel caso di Roma Capitale, la richiesta avanzata da USB di apertura di un tavolo tecnico nasce dall’esigenza di affrontare un tema che non può più essere rinviato: quale modalità di gestione intende adottare l’Amministrazione per il futuro dei canili comunali?</p>
<p>Il servizio svolto nelle strutture di Ponte Marconi e Muratella non è riconducibile a una funzione meramente custodiale. Si tratta di un’attività complessa che intreccia benessere animale, sicurezza pubblica, interventi sanitari, gestione comportamentale e percorsi di adozione.</p>
<p>Proprio per questo, le indicazioni di ANAC non possono essere lette come un semplice richiamo tecnico in quanto sollecitano una riflessione sul modo in cui questi servizi vengono progettati prima ancora che affidati.</p>
<p>Nel tempo, troppo spesso, le procedure si sono concentrate sulla fase di gara senza una definizione preventiva del modello di servizio. Il rischio è che il confronto si riduca a una questione economica, mentre ciò che è in gioco è la capacità del sistema di garantire continuità, qualità e stabilità.</p>
<p>In questo senso, il nodo non è solo come migliorare le condizioni dell’appalto esistente, ma anche quale assetto Roma Capitale intenda adottare per il futuro.</p>
<p>USB ha promosso l’apertura di un confronto proprio per evitare che la scelta resti implicita o dettata dall’emergenza poiché la domanda di fondo riguarda il ruolo che l’Amministrazione capitolina intende assumere: limitarsi alla funzione di ente appaltante oppure rafforzare una gestione più diretta e coerente con la natura pubblica del servizio?</p>
<p>Il tema non è teorico. Riguarda infatti la stabilità occupazionale, la qualità del lavoro e la capacità di garantire standard adeguati di benessere animale in quanto diventa oggi necessario valutare non soltanto le modalità di affidamento, ma gli scenari possibili di gestione del servizio.</p>
<p>Il percorso di confronto richiesto non è orientato alla difesa di un assetto dato, ma alla costruzione di un modello che assicuri coerenza tra obiettivi pubblici e organizzazione del servizio.</p>
<p>USB ritiene che il dibattito non possa limitarsi alla dimensione procedurale, ma debba affrontare il tema del ruolo pubblico nella gestione di attività che incidono direttamente sulla sicurezza territoriale e sulla tutela del benessere animale.</p>
<p>Per questo il focus non è semplicemente l’appalto in sé, ma la scelta di indirizzo che Roma Capitale intende compiere.</p>
<p>Un confronto trasparente su questo punto rappresenta oggi il passaggio necessario per garantire continuità, qualità e responsabilità nella gestione dei canili cittadini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Terziario</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 03 Dec 2025 12:25:09 +0100</pubDate>
                        <title>Aeroporto di Venezia “Marco Polo” USB: dietro l’immagine patinata e futuristica c’è ben altro</title>
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		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/aeroporto-di-venezia-marco-polo-usb-dietro-limmagine-patinata-e-futuristica-ce-ben-altro-1226.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nella due giorni di assemblee con le lavoratrici e i lavoratori del settore <strong>food e retail</strong> dello scalo aeroportuale di Venezia è emersa con forza una realtà che va ben oltre le immagini patinate e gli spazi futuristici che caratterizzano l’aeroporto “Marco Polo”.</p>
<p>Dietro quelle vetrine scintillanti, infatti, si nasconde un quadro fatto di <strong>condizioni di lavoro tutt’altro che dignitose</strong>: personale costantemente sottodimensionato rispetto alle reali esigenze, ritmi insostenibili, difficoltà perfino a usufruire delle pause necessarie e dei servizi igienici.</p>
<p>Le testimonianze arrivate in assemblea confermano un clima aziendale segnato da <strong>pressioni, intimidazioni e piccoli dispetti</strong>, tipici di un sistema di appalti che scarica sui lavoratori inefficienze e profitti altrui. L’atteggiamento del datore di lavoro e della società di gestione continua a essere improntato alla logica dello sfruttamento: spremere chi garantisce ogni giorno il funzionamento dei servizi aeroportuali, senza restituire neppure il minimo rispetto dovuto.</p>
<p>Di fronte a questo scenario, lavoratrici e lavoratori hanno dimostrato grande determinazione e lucidità: <strong>c’è una volontà condivisa di cambiare</strong>, di pretendere nuove tutele, salari adeguati e condizioni di lavoro e di vita che non siano un insulto alla dignità.</p>
<p>Dopo lo sciopero generale del 28 novembre, che ha visto le lavoratrici e i lavoratori in presidio davanti allo scalo veneziano, <strong>Noi continueremo ad essere al loro fianco in ogni passaggio.</strong><br /> <br /> La ricchezza non è prodotta dai marchi, né dalle strutture avveniristiche: è prodotta da chi lavora, da chi mantiene operativo ogni punto vendita, da chi garantisce accoglienza e servizi ai passeggeri.</p>
<p>Ancora una volta emerge con chiarezza come <strong>il sistema degli appalti renda il lavoro sempre più povero</strong>: la società di gestione SAVE prende le distanze da salari e condizioni, mentre pensa solo ad aumentare i profitti, lasciando che la responsabilità ricada sugli appaltatori e, a cascata, sui lavoratori.</p>
<p>Pretendiamo che le istanze espresse nelle assemblee vengano ascoltate.<br /> Se ciò non avverrà, <strong>siamo pronti a proseguire con una stagione di mobilitazioni</strong>.</p>
<p><strong>SALARIO, DIRITTI e DIGNITÀ saranno i punti irrinunciabili in questa vertenza.</strong></p>
<p><strong>Coordinamento USB Commercio</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 25 Nov 2025 18:01:32 +0100</pubDate>
                        <title>Lottomatica: la trattativa sull’integrativo fa il passo del gambero. Dopo l’apertura dello stato di agitazione, USB pronta a scendere in piazza </title>
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		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/lottomatica-la-trattativa-sullintegrativo-fa-il-passo-del-gambero-dopo-lapertura-dello-stato-di-agitazione-usb-pronta-a-scendere-in-piazza-1803.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 24 novembre 2025 si è svolto il quarto incontro di trattativa sull’integrativo in Lottomatica, ma invece che progredire, l’azienda fa continui passi indietro con l’inevitabile conseguenza di rendere sempre più manifeste le sue reali intenzioni di non voler migliorare l’integrativo esistente.</p>
<p>Come USB esprimiamo piena disapprovazione, e sottolineiamo l’assenza di reali “aperture” dell’azienda su qualsiasi tema all’ordine del giorno, inoltre evidenziamo che il debole dietro front su alcuni punti lasci di fatto inalterato l’impianto e il contenuto dell’integrativo già in essere.</p>
<p>Se da un lato sembrerebbe aprirsi la possibilità di un allargamento della sfera di applicazione dell’Accordo alle aziende del Gruppo, dall’altro non si aggiunge nulla degno di nota ad un integrativo che si vorrebbe invece alleggerire.</p>
<p>Ed infatti, ad oggi l’azienda ribadisce lo status quo che nulla cambia ai dipendenti: tutto resta com’è.</p>
<p>E sui temi economici Lottomatica resta blindata nella negazione di qualsiasi spiraglio di trattativa.</p>
<p>Ma è davvero inaccettabile che, in questa fase di crescita e di profitti record, un’Azienda come Lottomatica non riconosca alcun merito ai lavoratori e alle lavoratrici che stanno rendendo possibili questi traguardi.</p>
<p>Cosa possiamo aspettarci nel prossimo futuro? E quando molte posizioni oggi ricoperte da altrettante persone, e quando molte funzioni oggi svolte dai dipendenti, verranno invece soppiantate dall’Intelligenza Artificiale, come si comporterà l’azienda?</p>
<p>Di certo, oggi fanno sapere che non hanno intenzione di sottoscrivere alcuna tutela occupazionale correlata agli sviluppi dell’Intelligenza Artificiale, e così nascondono la mancata volontà di tutelare i posti di lavoro con gli incerti sviluppi di tale implementazione.</p>
<p>La trattativa non esce quindi dallo stallo, ma in questi casi stare fermi significa fare passi indietro, specie sul tema del welfare e dei premi di produzione. E non è un caso che la Chief People Office non si sia presentata al tavolo, come pure che l’azienda continui a negare un confronto su tabelle e dati certi.</p>
<p>Di certo infatti come USB non ci saremmo fatti incantare da proclami di fantomatici avanzamenti e non resteremo inermi di fronte all’atteggiamento di chiusura della Società.</p>
<p><strong>I lavoratori e le lavoratrici con USB non fanno un passo indietro&nbsp;</strong><strong>e sono pronti a scendere in piazza per rivendicare salario e dignità.</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 19 Nov 2025 16:26:54 +0100</pubDate>
                        <title>Sciopero generale del 28 novembre. Il Commercio si ferma: i profitti crescono, i diritti no</title>
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		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/sciopero-generale-del-28-novembre-il-commercio-si-ferma-i-profitti-crescono-i-diritti-no-1657-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il settore del Commercio e della Grande Distribuzione Organizzata continua a macinare fatturati record: <strong>135 miliardi nel 2024</strong>, con ulteriori incrementi previsti nel 2025. Mentre i profitti accelerano, le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori arretrano. Turni spezzati, part-time involontario, precarietà diffusa, ritmi insostenibili, crescita degli infortuni e delle malattie professionali: questa è la realtà quotidiana per oltre <strong>tre milioni</strong> di addetti. La GDO corre, ma corre <strong>sulle nostre gambe</strong>.</p>
<p>È esattamente per questo che <strong>il settore aderisce e chiama alla massima partecipazione allo Sciopero Generale del 28 novembre</strong>, <strong>indetto contro politiche di questo governo che continuano a favorire solo le imprese e a comprimere salari, diritti, welfare e sicurezza</strong>.</p>
<p>Le stesse politiche che, nel commercio, hanno prodotto un modello fondato sulla competizione al ribasso, sulla frantumazione della forza-lavoro, sul ricorso massiccio alla somministrazione e alla precarietà strutturale.</p>
<p>Nel settore, mentre i volumi volano, aumentano anche lo <strong>stress lavoro-correlato</strong>, i disturbi muscolo-scheletrici, gli infortuni tra donne e giovani, e la pressione costante determinata da carichi e ritmi impossibili. E non basta: la contrattazione collettiva, ormai svuotata da anni di concertazione, non garantisce più né dignità né tutele.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br /> USB dice basta.</p>
<p>Lo sciopero del 28 novembre coinvolge pienamente i Lavoratori del settore e sarà la risposta collettiva che il mondo del Commercio deve dare:</p><ul> 	<li><strong>per turni più giusti e una vita più serena</strong>,</li> 	<li><strong>per salari adeguati all’aumento del costo della vita</strong>,</li> 	<li><strong>per stabilità e fine del part-time involontario</strong>,</li> 	<li><strong>per sicurezza reale e non solo dichiarata</strong>,</li> 	<li><strong>per ridare forza a chi lavora nei negozi, nei magazzini, nelle casse, negli scaffali</strong>, troppo spesso isolato e schiacciato da logiche di profitto.</li> </ul><p>Lo sciopero non si ferma al 28. Il giorno dopo, <strong>29 novembre</strong>, tutte e tutti a <strong>Roma</strong> per la grande manifestazione nazionale: <strong>porteremo in piazza la rabbia, la dignità e la determinazione dei lavoratori del Commercio e della GDO</strong>.<br /> &nbsp;</p>
<p>Il settore del Commercio c’è e chiama alla mobilitazione. <strong>Ora tocca a noi.</strong></p>
<p><strong>28 novembre: si sciopera.</strong><br /> <strong>29 novembre: si scende in piazza a Roma.</strong></p>
<p>Uniti, dobbiamo ribaltare questo modello di sfruttamento e rimettere al centro chi manda avanti ogni giorno l’intera catena del valore: <strong>le lavoratrici e i lavoratori</strong>.</p>
<p><strong>IL SETTORE DEL COMMERCIO SI UNISCE ALLO SCIOPERO GENERALE USB CONTRO LA GUERRA E L’ECONOMIA DI GUERRA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Coordinamento Nazionale USB Commercio</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 19 Nov 2025 12:41:16 +0100</pubDate>
                        <title>Solidarietà ai lavoratori Pam Panorama colpiti dall&#039;ennesimo provvedimento disciplinare mascherato da test carrello</title>
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		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/solidarieta-ai-lavoratori-pam-panorama-colpiti-dallennesimo-provvedimento-disciplinare-mascherato-da-test-carrello-1244.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’USB esprime piena solidarietà ai Lavoratori e alle Lavoratrici di PAM PANORAMA colpiti dall’ennesimo provvedimento disciplinare mascherato da “test carrello”.&nbsp;</p>
<p>Purtroppo, non si tratta di un caso isolato: a Roma una nostra delegata, con anni di servizio e sacrifici alle spalle, è stata licenziata dopo una procedura irragionevole. Non finisce qui: da più territori ci arrivano segnalazioni di altri episodi simili.</p>
<p>Siamo di fronte a <strong>licenziamenti ingiustificati</strong> che colpiscono con sospetta precisione i lavoratori più anziani, quelli che hanno garantito per anni il funzionamento dei punti vendita e che oggi vengono trattati come numeri e costi da tagliare.</p>
<p>Questa strategia, che alimenta un clima di paura e di intimidazione nelle filiali, è ancora più grave se inserita nel contesto del <strong>piano di ristrutturazione dell’area Centro-Nord</strong>, mai palesata e avviata di fatto da PAM, che solo a Firenze ha già prodotto <strong>43 licenziamenti</strong>.</p>
<p>Tutto questo mentre PAM continua a viaggiare su profitti importanti – 3,3 miliardi di fatturato - scegliendo di scaricare sui lavoratori il costo delle proprie operazioni finanziarie e organizzative.</p>
<p><strong>Licenziano, ricattano e terrorizzano chi ogni giorno garantisce il servizio nei negozi</strong>.</p>
<p>USB non resterà ferma.</p>
<p><strong>Il 25 saremo in mobilitazione davanti ai principali centri PAM</strong> per dire basta agli abusi, ai licenziamenti strumentali e alla repressione sindacale.</p>
<p><strong>Toccano Uno, toccano Tutti.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Coordinamento Nazionale USB – Commercio e Grande Distribuzione</em></strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 05 Nov 2025 16:00:07 +0100</pubDate>
                        <title>Lottomatica spa: profitti record ma la trattativa sull’integrativo arenata nel passato. Usb apre stato di agitazione ed è pronta a dare battaglia</title>
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		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/lottomatica-spa-profitti-record-ma-la-trattativa-sullintegrativo-arenata-nel-passato-usb-apre-stato-di-agitazione-ed-e-pronta-a-dare-battaglia-1601.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Sono stati sufficienti i primi tre incontri di trattativa per smascherare l’intento dell’azienda di non riconoscere alcun merito al lavoro svolto dai suoi dipendenti che hanno contribuito fattivamente e operativamente alla crescita e ai risultati aziendali.</p>
<p>Il Gruppo Lottomatica infatti è ormai lanciato in Borsa e rappresenta un colosso mondiale del gioco, grazie anche alle concessioni statali che garantiranno anni di crescita stabile e duratura.</p>
<p>I numeri parlano chiaro: nei primi nove mesi del 2025 Lottomatica ha registrato</p>
<p>- 257,4 milioni di utile netto adjusted</p>
<p>- EBITDA a 617,3 milioni (+28%)</p>
<p>- Ricavi per 1.640,1 milioni (+16%)</p>
<p>- Raccolta a 32,5 miliardi (+17%)</p>
<p>La quota online ha toccato il 30,8%, un primato assoluto.</p>
<p>Dal 2023 al 2025 la crescita è stata travolgente: +23% di ricavi.</p>
<p>A fronte di questi risultati, la Società pretende però di ridurre a farsa la trattativa sull’accordo integrativo senza aggiungere un centesimo a quanto previsto dal precedente accordo. Addirittura l’Azienda -non soltanto non mette nulla sul tavolo – ma vorrebbe sottrarre ai dipendenti le 72 ore di ROL, lasciando solo 32 ore di ex festività. Come pure vorrebbe imporre un irricevibile ricatto sullo smart working per ottenere l’azzeramento annuale delle ferie.</p>
<p>E il Premio di Risultato? Secondo loro dovrebbe rimanere congelato alle tabelle predisposte 3 anni fa, ci vien da dire “<em>un secolo fa</em>” considerati i passi da gigante fatti dal Gruppo, le acquisizioni, gli investimenti e i guadagni.</p>
<p>La loro logica di premialità prevede vaghi scaglioni solo al superamento del 100% degli obiettivi: ossia premiati solo al raggiungimento di un “extra budget”, doveroso anche questo ma assolutamente subordinato alle tabelle di riferimento inziali che restano anacronistiche.</p>
<p>La chiusura di Lottomatica è su tutta la linea: nessuna revisione delle indennità dei turnisti, nessuna revisione del valore del buono pasto, disparità di trattamento tra turnisti e normalisti, come pure tra dipendenti di diverse aziende del Gruppo.</p>
<p>In questo scenario intanto la progressiva implementazione dell’automazione ha già iniziato a erodere salario e dignità.</p>
<p>In sostanza Lottomatica offre: meno diritti, più subordinazione, nessuna certezza.</p>
<p><strong>USB dice NO.</strong></p><ul> 	<li>&nbsp;No al baratto tra smart working e subordinazione.</li> 	<li>&nbsp;No alla sottrazione di ore e di dignità.</li> 	<li>&nbsp;No a un integrativo che disegna un’azienda diseguale e docile.</li> </ul><p><strong>USB proclama lo stato di agitazione per chiedere:</strong></p><ul> 	<li>37,5 ore settimanali uniformi</li> 	<li>Smart working autonomo (8-10 giorni/mese)</li> 	<li>Welfare aziendale in aumento nel triennio: da 200 € a 500 € (100 € in più all’anno)</li> 	<li>Gestione ferie entro 18 mesi (D.Lgs. 66/2003)</li> 	<li>Revisione delle indennità turnisti per compensare l’erosione salariale causata dall’automazione</li> 	<li>Revisione reale del PDR</li> 	<li>Aumento dei buoni pasto</li> </ul><p><strong>Pretendiamo una trattativa in linea con il successo del Gruppo.</strong></p>
<p><strong>Rivendichiamo ciò che ci spetta: giustizia contrattuale, rispetto, partecipazione.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Commercio</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 05 Nov 2025 15:36:57 +0100</pubDate>
                        <title>Pam Panorama: padrone senza vergogna. Usb denuncia le condizioni di lavoro e le vessazioni dei dipendenti</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/pam-panorama-padrone-senza-vergogna-usb-denuncia-le-condizioni-di-lavoro-e-le-vessazioni-dei-dipendenti-1539-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di oggi 5 novembre 2025 USB ha avviato il periodo di mobilitazioni e proteste in difesa dei lavoratori e le lavoratrici di PAM Panorama che vivono da anni condizioni di lavoro e trattamenti sempre più frequentemente iniqui e illegittimi.</p>
<p>L’azienda già nota per i trasferimenti illegittimi e per le strumentalizzazioni del DVR (Documento di valutazione dei rischi) oggi torna alle cronache dopo aver aperto una procedura di licenziamento collettivo a Campi Bisenzio, oltre che per l’ignobile pratica del “<strong>test carrello</strong>”.</p>
<p>E proprio stamattina si è svolto un presidio di protesta a Roma davanti al supermercato di Viale Ionio per denunciare l’illegittimità del test carrello, che ammantandosi di funzione “formativa” dei cassieri è invece uno strumento inventato ad hoc dall’azienda per legittimare ritorsioni e sanzioni esemplari. Sono infatti già numerosi i provvedimenti disciplinari e le sospensioni di dipendenti, e nonostante non abbiano arrecato nessun danno reale all’azienda.</p>
<p>Infatti il test carrello prevede sostanzialmente la manomissione delle merci da parte dell’azienda stessa, col chiaro intento di <strong>ingannare i dipendenti ed indurli in errore per poterli poi contestare.</strong> Ma tale pratica non arriva mai alla conclusione dello scontrino, ma non si generano mai differenze reali, e dunque nessun danno reale è mai stato prodotto dai cassieri ingannati col test carrello.</p>
<p>Se da un lato però l’azienda -già diffidata- prosegue imperterrita nella sua aggressione alla fiducia dei lavoratori, dall’altro la maschera è caduta ed è ormai chiara l’anima vera di questa azienda che ha fatto del suo tratto distintivo l’arroganza padronale.</p>
<p><strong>USB al fianco dei dipendenti Pam Panorama ribadisce che:</strong></p>
<p><strong>- il test carrello non può essere utilizzato a scopi disciplinare</strong></p>
<p><strong>- i dipendenti vanno formati non vessati</strong></p>
<p><strong>- la professionalità è data dall' esperienza e non dal terrorismo</strong></p>
<p>Nei prossimi giorni USB metterà in campo altre azioni di protesta e di denuncia per non lasciare impunita la società che già più volte è stata costretta a tornare sui suoi passi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Commercio</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 18 Sep 2025 14:53:27 +0200</pubDate>
                        <title>Usb commercio: il 22 settembre 2025 fermiamo la produttività per fermare il genocidio</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/usb-commercio-il-22-settembre-2025-fermiamo-la-produttivita-per-fermare-il-genocidio-1457.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>E’ tempo di sciopero generale perché lo sterminio del popolo palestinese è sotto gli occhi di tutti, in diretta streaming, da troppo tempo e non ci sono alibi che tengano. Tutti sappiamo quello che accade. E tutti siamo chiamati a prendere posizione, a essere umani.</p>
<p>E’ tempo di sciopero generale ed è la sola strada percorribile.</p>
<p>Anche i lavoratori e le lavoratrici del Commercio, nelle numerose assemblee che si sono tenute in questi giorni, hanno espresso la volontà di aderire allo <strong>sciopero generale di intero turno indetto da USB per il 22 settembre 2025. </strong></p>
<p>Nel settore è da tempo evidente la stretta correlazione tra un sistema di profitto e sfruttamento del lavoro e il sistema del blocco occidentale che foraggia tutte le guerre. La complicità colpevole anche del nostro Governo che sostiene -non solo economicamente- il genocidio in corso a danno del popolo Palestinese è lo stesso Governo che sta sottraendo risorse alla Sanità, alla Scuola, alla Contrattazione con il conseguente impoverimento dei lavoratori: tenendo basse le retribuzioni e aumentando il costo della vita.</p>
<p>In questo mare in tempesta di contraddizioni e lacerazioni sociali, l’impresa della Global Sumud Flotilla ha un valore inestimabile e va difesa dalle minacce di Israele: la missione umanitaria si inserisce e rafforza la necessità e l’urgenza di una generalizzata assunzione di responsabilità, in cui ognuno è chiamato a fare la sua parte.</p>
<p>I lavoratori e le lavoratrici del Commercio, consapevoli del peso economico del settore nei bilanci delle economie di guerra, esprimono massima solidarietà alla Flotilla e dichiarano <strong>sciopero per bloccare la produttività per fermare il genocidio.</strong></p>
<p>Saremo quindi presenti in queste piazze il 22 settembre 2025:</p>
<p>L’elenco delle piazze, in aggiornamento</p><ol> 	<li><strong>Trento: </strong><strong>ore 16:00, Via Piave, Commissariato del Governo</strong><strong> &nbsp;</strong></li> 	<li><strong>Bergamo</strong>: ore 18:00 Prefettura Via Tasso</li> 	<li><strong>Torino</strong>: ore 10:30 Piazza Carlo Felice</li> 	<li><strong>Trieste</strong>: ore 10 al Varco 4 del Porto</li> 	<li><strong>Milano</strong>: ore 10:00 Piazzale Cadorna</li> 	<li><strong>Novara</strong>: ore 10:00 Piazza Matteotti</li> 	<li><strong>Cuneo</strong>: ore 10,00, Piazza Europa</li> 	<li><strong>Verbania</strong>: dalle ore 17,00 da Palazzo Flaim (Intra) al Municipio di Pallanza.</li> 	<li><strong>Pavia</strong>: ore 7:30 stazione</li> 	<li><strong>Genova</strong>: ore 8:00 porto, Varco Albertazzi</li> 	<li><strong>Firenze:</strong> ore 9:00 presso la rotonda di Calenzano</li> 	<li><strong>Pisa</strong>: ore 9:00 Piazza XX Settembre</li> 	<li><strong>Ancona</strong>: ore 17:30 Mole Vanvitelliana</li> 	<li><strong>Pescara</strong>: ore 10:00, Piazza Sacro Cuore</li> 	<li><strong>Livorno</strong>: ore 6:00 porto, Varco Valessini</li> 	<li><strong>Cagliari</strong>: ore 9:30, Piazza del Carmine</li> 	<li><strong>Civitavecchia</strong>: ore 9:30 Porto, Molo Vespucci</li> 	<li><strong>Roma</strong>: ore 11:00 Piazza dei Cinquecento</li> 	<li><strong>Napoli</strong>: ore 9:30, Piazza Mancini</li> 	<li><strong>Salerno: </strong>ore 9:00 Varco Ponente&nbsp;</li> 	<li><strong>Potenza:</strong> ore 9:30 Chiesa di Santa Maria (Piazza Aldo Moro)</li> 	<li><strong>Cosenza:</strong> ore 17:30 Piazzale Loreto</li> 	<li><strong>Bari:</strong> ore 9:30, Molo San Nicola</li> 	<li><strong>Lecce</strong>: ore 10:00, Piazza Sant’Orazio</li> 	<li><strong>Palermo</strong>: ore 10:00, Piazza Verdi</li> 	<li><strong>Catania</strong>: ore 10:00 Piazza Stesicoro</li> 	<li><strong>Ragusa</strong>: ore 10:00, Piazza Matteotti</li> </ol><p><strong>Per la Palestina libera non faremo sconti nè minuti di silenzio,</strong></p>
<p><strong>&nbsp;ma grida di rabbia e di determinazione. </strong></p>
<p><strong>Rompiamo gli argini, blocchiamo tutto.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Commercio</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 11 Jul 2025 12:16:51 +0200</pubDate>
                        <title>Vigilanza: il trasferimento è illegittimo, dopo mesi di battaglie il lavoratore torna al suo posto</title>
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		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/vigilanza-il-trasferimento-e-illegittimo-dopo-mesi-di-battaglie-il-lavoratore-torna-al-suo-posto-1217.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il Tribunale del Lavoro di&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/hashtag/roma?__eep__=6&amp;__cft__%5b0%5d=AZVoZjklVYENSWFnsbxWe9abVD7Pa0wy5JqxAluNsMGzjm2JQMLjh3AJCPCgBx7CGW8opMlpz1nSBQGA1sB-rJcThOxgBgMuLWra6j1TbsLIDkOiRxeRNrghe8Z9xuRTUaCrnQFT16ue8S-JJZegfptiMqewuXxGtKRcIltOw-necuXNJpmIuTuGmdlTXuGw-IY3LGATHzruJ07D9oDfZxt_&amp;__tn__=*NK-R" target="_blank" rel="noreferrer"><strong>Roma</strong></a>&nbsp;ha dato pienamente ragione al nostro delegato Stefano: il trasferimento forzato era illegittimo. Dopo mesi di battaglie, Stefano torna finalmente nella sua sede abituale di lavoro, come previsto dal contratto.</p>
<p>La vicenda nasce oltre un anno fa, quando la società URBE VIGILANZA, del Gruppo Cosmopol, aveva prima costretto il lavoratore al solo turno notturno, e poi lo aveva trasferito a oltre 60 km di distanza, in un’altra provincia.</p>
<p>Un provvedimento immotivato, ingiustificato e incompatibile con le sue condizioni di salute.</p>
<p>Come Organizzazione Sindacale siamo intervenuti subito, impugnando il trasferimento attraverso i nostri legali. Ma nonostante le nostre diffide formali, l’azienda ha ostinatamente mantenuto la propria posizione.</p>
<p>È stato necessario ricorrere al giudice del lavoro, che ha accertato la violazione dei diritti del lavoratore e ha condannato l’azienda a revocare il trasferimento e a ripristinare immediatamente la sua sede di lavoro originaria.</p>
<p>Un ringraziamento va agli avvocati Mancuso e Di Pasqua, che hanno sostenuto con determinazione questa giusta causa.</p>
<p>Questa sentenza è una vittoria importante, non solo per Stefano, ma per tutti i lavoratori. Dimostra che la tenacia, la solidarietà e l’azione sindacale pagano!</p>
<p><br /> <strong>USB Unione Sindacale di Base<br /> Coordinamento Vigilanza Privata</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 22 Apr 2025 17:19:48 +0200</pubDate>
                        <title>Rsu Fendi Srl: storica affermazione del sindacato USB </title>
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		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/rsu-fendi-srl-storica-affermazione-del-sindacato-usb-1722.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Siamo orgogliosi di annunciare un risultato straordinario che segna una svolta nella rappresentanza dei lavoratori all'interno dello stabilimento Fendi.</p>
<p>Per la prima volta, grazie al vostro sostegno e alla vostra fiducia, due nostri candidati del sindacato USB sono stati eletti come RSU!</p>
<p>Questo successo è la dimostrazione che la vostra voce e il vostro desiderio di un cambiamento reale possono fare la differenza. L'elezione di YOUCEF HAMEL e FILIPPO NERI è un segnale chiaro: i lavoratori vogliono essere ascoltati e rappresentati da chi è realmente al loro fianco.</p>
<p>Cosa significa questa vittoria&nbsp;</p>
<p>Una voce indipendente e libera: I nostri rappresentanti porteranno avanti le vostre istanze senza compromessi, mettendo al primo posto i vostri diritti e le vostre necessità.&nbsp;</p>
<p>Un Sindacato vicino ai lavoratori: Continueremo ad essere presenti sul posto di lavoro, pronti ad ascoltarvi, supportarvi e lottare insieme per un ambiente di lavoro più giusto e dignitoso.&nbsp;</p>
<p>Questo è solo l'inizio!</p>
<p>La vostra partecipazione e il vostro sostegno sono fondamentali per continuare questo percorso di cambiamento. Insieme possiamo costruire un futuro migliore per tutti i lavoratori Fendi.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 25 Mar 2025 12:40:13 +0100</pubDate>
                        <title>Vigilanza, ancora una vittoria contro Cosmopol: il Giudice del Lavoro del Tribunale di Foggia dà ragione al Lavoratore</title>
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		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/vigilanza-ancora-una-vittoria-contro-cosmopol-il-giudice-del-lavoro-del-tribunale-di-foggia-da-ragione-al-lavoratore-1242.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Foggia ha dato ragione ad un lavoratore che, con il supporto di USB, ha visto riconosciute le spettanze dovute da Cosmopol:</p><ol> 	<li>L’indennità di vacanza contrattuale deve essere inclusa nella retribuzione di fatto, e di conseguenza, tutte le voci relative alla retribuzione devono essere ricalcolate.</li> 	<li>Le festività soppresse, i permessi e i ROL non usufruiti durante l’anno devono essere corrisposti economicamente al Lavoratore.</li> </ol><p>Un Lavoratore di un’azienda della vigilanza privata, stanco dei continui soprusi, in particolare quelli di natura economica, ha deciso di adire al Giudice del Lavoro per il riconoscimento economico di alcune voci contrattuali che l’azienda, nonostante numerosi solleciti, non gli aveva mai riconosciuto.</p>
<p>Assistito dall’avvocato Michele Cancellaro, al quale va il nostro sentito ringraziamento per la sua professionalità e per la sua vicinanza ai Lavoratori, il Lavoratore ha avviato il percorso legale che ha portato alla sentenza n°368/2025 del 06/02/2025, che ha dato ragione in toto al Lavoratore, condannando l’azienda al risarcimento del danno e al pagamento delle spese processuali.</p>
<p>Questa sentenza chiarisce inequivocabilmente che non possono esserci accordi in pejus in un’azienda (vorremmo sapere chi ha firmato tali accordi), in quanto il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) è molto chiaro sui temi trattati.</p>
<p>Riteniamo che nessuna azienda debba permettersi di fare cassa sul salario dei Lavoratori, già di per sé insufficiente, né tanto meno derogare dal CCNL. Questo è ancora più grave quando tali aziende gestiscono appalti con la Pubblica Amministrazione, con la quale si impegnano formalmente a rispettare i contratti nazionali e provinciali.</p>
<p>Porremo delle domande specifiche agli enti pubblici per comprendere se anche il mancato rispetto del CCNL possa costituire motivo per la rescissione del contratto d’appalto.</p>
<p>Un sentito ringraziamento va anche al Lavoratore che ha deciso di metterci la faccia per il riconoscimento di un diritto contrattuale, un gesto coraggioso che non era affatto scontato.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 24 Mar 2025 11:53:15 +0100</pubDate>
                        <title>Vigilanza: storica vittoria dei lavoratori di Taranto contro Cosmopol, il gigante ha i piedi di argilla</title>
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		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/vigilanza-storica-vittoria-dei-lavoratori-di-taranto-contro-cosmopol-il-gigante-ha-i-piedi-di-argilla-1155.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Vittoria storica in tribunale per il recupero di ferie, permessi e R.O.L. ne settore della vigilanza!</p>
<p>La Unione Sindacale di Base è lieta di annunciare la significativa vittoria legale ottenuta dai lavoratori di Taranto nei confronti dell’azienda Cosmopol. Con determinazione e coraggio, i compagni di Taranto hanno rifiutato di piegarsi alle proposte indecorose avanzate dall'azienda, scegliendo di tutelare i propri diritti e dignità lavorativa.</p>
<p>Il tribunale ha confermato, tramite sentenza, il riconoscimento completo delle spettanze dovute ai lavoratori, inclusi ferie, permessi e R.O.L., in pieno rispetto delle disposizioni previste dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl). Questa conquista rappresenta un'importante affermazione dei diritti dei lavoratori e un segnale forte contro qualsiasi forma di abuso o pressione indebita sul posto di lavoro.</p>
<p>USB si congratula con tutti i lavoratori coinvolti per il loro impegno e la loro fermezza, ribadendo il proprio sostegno a chiunque voglia far valere i propri diritti con determinazione e solidarietà. Questa vittoria dimostra che la lotta collettiva è il principale strumento per garantire giustizia e equità nel mondo del lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Vigilanza</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 14 Mar 2025 16:32:00 +0100</pubDate>
                        <title>Igeam Consulting: il diritto di scegliere da chi farsi tutelare. I lavoratori scelgono USB</title>
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		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/igeam-consulting-il-diritto-di-scegliere-da-chi-farsi-tutelare-i-lavoratori-scelgono-usb-1633.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è recentemente costituita la struttura USB all’interno della società IGEAM CONSULTING Srl, grazie alla volontà e alla determinazione dei lavoratori che, riunitisi in assemblea, hanno anche espresso un RSA.</p>
<p>La scelta di aderire a USB è frutto di una serie di condotte aziendali che hanno allarmato i lavoratori. L’azienda è in fase di riorganizzazione societaria, e ha inteso modificare in maniera unilaterale e non condivisa la modalità di erogazione dei buoni pasto.</p>
<p>Spacciando la decisione con la volontà di aumento dell’importo del ticket, hanno però ristretto i criteri che ne garantiscono il riconoscimento mettendo a rischio il diritto precedentemente riconosciuto e acquisito di 20 ticket al mese, ossia anche durante lo smart working, le ferie e la malattia. Tale erogazione era entrata a pieno titolo nel corpo delle retribuzioni dei dipendenti, e mai come in questo periodo, anche la perdita o la modifica di un elemento di sollievo e ristoro genera non pochi disagi.</p>
<p>La Società, interpellata dalle altre organizzazioni sindacali in merito anche alle manovre societarie, sembrerebbe aver fatto un piccolo passo indietro -ancora da verificare- sui ticket, riconoscendo la base di quanto fin qui erogato, aggiungendo un non ben chiaro ricalcolo delle reali spettanze sulla base del nuovo importo del buono pasto, ma soprattutto ribadendo l’introduzione di nuovi criteri per la erogazione.&nbsp;</p>
<p>La poca chiarezza e la mancanza di comunicazioni trasparenti, oltre la evidente resa a confrontarsi solo con le organizzazioni sindacali firmatarie e solo per cause di forza maggiore, ha spinto i lavoratori a scegliere USB.</p>
<p>L’azienda ci ha fatto sapere che non riconosce la nostra RSA e non intende dialogare con noi. Pur consapevoli di quanto previsto dalla normativa vigente, l’esperienza ci insegna che chi si chiude al dialogo ha spesso qualcosa da nascondere, e crediamo che tale rifiuto sia ad ulteriore danno dei dipendenti cui non viene riconosciuto il diritto di scegliere da chi farsi rappresentare in un momento in cui, peraltro, verranno decisi elementi essenziali dell’articolazione del rapporto di lavoro.</p>
<p>All’azienda facciamo sapere che prendiamo atto di tale rifiuto, ma che -come sempre- proseguiremo nella nostra azione di tutela e supporto dei lavoratori con i mezzi sindacali e la coerenza che ci sono propri e che non necessitano della volontà e dal benestare padronale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Terziario</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-151564</guid>
                        <pubDate>Tue, 25 Feb 2025 11:15:18 +0100</pubDate>
                        <title>CIA IKEA, 6 anni di trattativa che portano al solito teatrino, USB Firenze: noi non ci stiamo</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/cia-ikea-6-anni-di-trattativa-che-portano-al-solito-teatrino-usb-firenze-noi-non-ci-stiamo-1117-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo ben&nbsp;6 anni di trattativa tra le parti, che hanno visto&nbsp;CGIL- UIL e CISL abbaiare al lupo al lupo, nelle assemblee sindacali e nei loro comunicati per la mancanza di comunicazione tra loro e fantomatici avvocati aziendali nazionali.</p>
<p>Sei anni nei quali, è bene precisare, non è mai stato indetto un solo sciopero per la trattativa da parte dei sindacati confederali.</p>
<p>Sei anni in cui l’azienda ha stravolto le mansioni dei lavoratori e delle lavoratrici a proprio piacimento, aumentando flessibilità, sfruttamento e&nbsp;ricatti mentre gli stipendi sono rimasti bloccati portando a un contesto di lavoro povero.</p>
<p>Sei anni nei quali si sono visti&nbsp;bene di fare partecipare altre organizzazioni sindacali ai tavoli nazionali.</p>
<p>Arriviamo in questi giorni ad una situazione di stallo e indizioni di assemblee sindacali dove volutamente vengono abiurate le RSU di USB, come se il CIA fosse argomento delle sole O.S. firmatarie di contratti. E ad ulteriori indizioni di scioperi comunicati a noi la sera prima, organizzati tramite gruppi di WhatsApp nascosti, dove la RSU USB è esclusa.</p>
<p>Scelte sbagliate, in quanto fortemente divisive.</p>
<p>Troppe questioni rimangono irrisolte in questa trattativa: da un lavoro domenicale sempre più sotto sfruttamento, dall'uso sfrenato degli stagionali e tempi determinati, la negazione di aumenti ore, il continuo utilizzo di cambi turno, a figure professionali non chiare, alle mansioni promiscue non regolate, a mansioni da remoto rimaste borderline.&nbsp;</p>
<p>Condizioni queste che insieme al mancato rispetto dei diritti sindacali, abbiamo da anni denunciato anche tramite lo sciopero domenicale e tramite due art. 28 vinti!</p>
<p>Ecco quindi che vogliamo un testo scritto chiaro e preciso di questo nuovo CIA, delle proposte complete di entrambe le parti&nbsp;che siano trasparenti e accessibili a tutti i dipendenti Ikea, a tutta la RSU, prima della sua approvazione.</p>
<p>USB e la sua RSU daranno appoggio a indizioni di sciopero&nbsp;solo nel caso di un percorso di lotta unitario e inclusivo tra le forze sindacali, in caso di indizioni di scioperi seri, in giorni di enorme fastidio per l’azienda.</p>
<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>
<p><strong>RSU USB store Ikea Firenze</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 24 Feb 2025 16:16:54 +0100</pubDate>
                        <title>Contratto integrativo Ikea: la posizione di USB.  Richiesta di unitarietà impraticabile in questo quadro anche in Ikea – Collegno </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/contratto-integrativo-ikea-la-posizione-di-usb-richiesta-di-unitarieta-impraticabile-in-questo-quadro-anche-in-ikea-collegno-1622.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Cgil-Cisl-Uil si sono purtroppo resi protagonisti, negli ultimi decenni, della sottoscrizione di una sequela di contratti nazionali, contratti integrativi e accordi interconfederali i cui contenuti hanno sostanzialmente inchiodato i salari dei lavoratori ad essere il fanalino di coda a livello europeo, lasciando sul piatto una perdita di potere di acquisto vertiginosa. La responsabilità di una contrattazione definita essenzialmente sulle esigenze del padronato, ossia ancorata alla produttività, alla flessibilità lavorativa, al welfare aziendale ha in pratica portato gli stipendi reali a scendere di quasi il 20% e a un mondo del lavoro frammentato e precario.</p>
<p>Anche sul versante della cosiddetta democrazia sindacale queste organizzazioni si sono allontanate dalle necessità e dai bisogni dei lavoratori: gli accordi interconfederali firmati hanno avuto la funzione di limitare le agibilità e la possibilità del sindacato di base di crescere.</p>
<p>Queste dinamiche sono ampiamente riconducibili a quanto è successo e succede da tempo nel gruppo Ikea e anche in Ikea-Collegno. Negli anni, al di là delle vicende del contratto nazionale, si è scelto di allontanare la contrattazione integrativa dalle reali esigenze dei lavoratori nei singoli stabilimenti, con risultati penalizzanti e intere questioni non affrontate come quelle del comparto logistica. Nei fatti la contrattazione di stabilimento non esiste più. In Ikea-Collegno, inoltre, si vota ancora con il meccanismo capestro della quota garantita ai sindacati firmatari, una vestigia quasi “medievale” rispetto alla democrazia sindacale tanto sbandierata.</p>
<p>Inoltre, l’invito a una mobilitazione unitaria avviene oggi sulla base di una piattaforma di rinnovo dell’integrativo i cui contenuti non ci sono noti e comunque senza che sia stata partecipata e condivisa dal nostro sindacato fin dal precedente CIA del 2019.</p>
<p>Pertanto, in questo quadro, la richiesta di “unitarietà” che ci perviene da Cgil-Cisl-Uil è ad oggi per noi impraticabile perché cozza contro i fatti e la realtà. Detto ciò siamo invece disponibili a un percorso unitario che sia limpido e concreto e si dimostri coi fatti, ovvero a un percorso che rimetta al centro la contrattazione di stabilimento e il ruolo dei RSU, che stabilisca regole proporzionali e democratiche per il rinnovo delle cariche RSU (a cominciare dalle prossime votazioni in Ikea-Collegno), che rimetta in discussione gli accordi interconfederali in essere con il padronato, che stabilisca rinnovi capaci almeno di recuperare il potere di acquisto perso negli anni. Insomma, per l’unitarietà servirebbero una strada davvero comune sulla base dei bisogni dei lavoratori e una piattaforma condivisa che, purtroppo, ad oggi mancano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Usb Lavoro Privato – RSU Ikea</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 07 Feb 2025 14:55:25 +0100</pubDate>
                        <title>Pam Panorama si accanisce sui fragili e cerca di aggirare le norme, Martedì 11 mobilitazione USB: l’arroganza padronale ha le ore contate</title>
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		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/pam-panorama-si-accanisce-sui-fragili-e-cerca-di-aggirare-le-norme-martedi-11-mobilitazione-usb-larroganza-padronale-ha-le-ore-contate-1458.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>La storia e le scelte del Gruppo PAM ci hanno portato più volte allo scontro sul piano sindacale per l'uso, a nostro avviso ingiustificato, di norme, leggi e istituti di solidarietà senza un’offerta di stabilità lavorativa. Tutto questo testimonia la volontà di fare profitto sgravandosi del costo del lavoro, in barba ai diritti dei lavoratori e dei contribuenti.</p>
<p>È il caso recente di Firenze, al centro commerciale “I Gigli”, dove dopo 13 anni di cassa integrazione -dunque di aiuti statali pagati con le tasse dei cittadini- l’Azienda ha ben pensato di ridurre la superficie del supermercato e “liberarsi” del personale scomodo: quello con contratti maggiormente tutelati e le categorie fragili.</p>
<p>Ma non è stato un caso isolato: avendo pensato di aver trovato il trucco per aggirare le norme modificando il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi), i vertici aziendali hanno ben pensato di sfruttare questo escamotage per “svecchiare e alleggerire” altri punti vendita di varie regioni. In cosa consiste il loro “colpo di genio”? L’azienda, con la complicità di uno staff di sedicenti specialisti, e senza un confronto preventivo con gli RLS (Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza), ha abbassato i parametri del DVR. In questo modo il personale fragile, con limitazioni alla mansione, è caduto in una zona grigia di impossibilità di collocazione, anche con giudizi di idoneità parziale, scatenando una serie di sospensioni dal lavoro e dalla retribuzione. Chiaramente, questa scelta scellerata e irresponsabile ha gettato nella disperazione i lavoratori coinvolti, che si sono trovati senza stipendio dall’oggi al domani.</p>
<p>È paradossale che, se questi lavoratori sospesi fossero stati impiegati in qualunque altra azienda della grande distribuzione alimentare, sarebbero stati adibiti in cassa, in accoglienza clienti, in reparto con mansioni ridotte. Non in PANORAMA che, evidentemente, ha la superbia di ritenersi libera di agire al di là delle Legge e del senso di responsabilità.</p>
<p>USB si è immediatamente mobilitata, smascherando il reale intento dell’azienda di licenziare e di agire con la già nota arroganza padronale.</p>
<p>Dopo aver impugnato tutti i giudizi di idoneità e aver denunciato agli organi di vigilanza quanto stava accadendo, abbiamo ottenuto l’apertura di un tavolo di crisi alla Regione Toscana e l’estensione anche in altre Regioni degli interventi a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolte.</p>
<p>Abbiamo appreso in queste ore che alcuni dei lavoratori sospesi nel Lazio sono già stati reintegrati: verranno loro riconosciuti gli arretrati dei mesi di mancata retribuzione.</p>
<p><strong>La lotta paga, ma non ci accontentiamo di queste vittorie ancora isolate.</strong></p>
<p>Per questo <strong>Martedì 11 febbraio 2025</strong>, mentre la nostra organizzazione incontrerà l’azienda in regione toscana, con i lavoratori saremo presenti davanti i punti vendita Pam Panorama di varie città -Roma, Firenze, Bologna- per ribadire a gran voce che continueremo a protestare finché non soltanto non verranno reintegrati tutti i lavoratori sospesi, ma anche finché l’azienda non dichiarerà un chiaro dietro front dalla linea intrapresa.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 20 Dec 2024 15:10:44 +0100</pubDate>
                        <title>Sciopero del commercio il 24 e il 31 dicembre: basta spremerci fino all&#039;ultima goccia</title>
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		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/sciopero-del-commercio-il-24-e-il-31-dicembre-basta-spremerci-fino-allultima-goccia-1513-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB ha proclamato in queste ore uno sciopero nel settore Commercio, che interesserà le giornate del 24 e&nbsp;31 dicembre 2024: un’astensione collettiva dal lavoro nelle ultime ore del turno di lavoro, con articolazione che verrà determinata e comunicata territorialmente.</p>
<p>L’astensione ha lo scopo di sottolineare la nostra ferma opposizione alla continua erosione di diritti dei lavoratori e delle lavoratrici del commercio, a fronte di stipendi che dimostrano sempre più la loro inadeguatezza al costo della vita.</p>
<p>Nello specifico, si intende evidenziare il mancato riconoscimento dell'adeguata retribuzione del lavoro festivo, come pure il diffuso spregio del diritto al riposo festivo, contrastato con l'imposizione del lavoro festivo sin dai contratti di assunzione. Neppure gli ultimi rinnovi contrattuali dei CCNL maggiormente rappresentativi hanno avuto la capacità di riconoscere in maniera chiara e inoppugnabile tale diritto; allo stesso modo non hanno espresso la volontà di sanare l'evidente paradosso di un lavoro festivo sottopagato, con maggiorazioni che nei vari contratti del settore oscillano tra il 10% e il 30%.</p>
<p>I lavoratori e le lavoratrici del Commercio si vedono, quindi, impiegati in turni sempre più lunghi, con orari di apertura sempre più ampi, senza il doveroso riconoscimento economico e con una paga oraria molto lontana da un dignitoso minimo salariale.</p>
<p>La protesta si inserisce, quindi, a pieno titolo nella rivendicazione complessiva dell'urgenza di un concreto intervento sul salario e sulla riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario.</p>
<p>Per tale ragioni, alla luce del progressivo slittamento degli orari di apertura anche nelle giornate prefestive, con la sparizione della mezza giornata lavorativa, la nostra organizzazione sindacale mette a disposizione delle strutture interessate uno sciopero delle ultime ore a fine turno lavorativo, nelle giornate prefestive del 24 e&nbsp;31 dicembre 2024, che verrà articolato e dettagliato nelle proclamazioni territoriali.<br /> <br /> <strong>USB Commercio</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 14 Oct 2024 14:50:32 +0200</pubDate>
                        <title>Vigilanza privata, USB: una tantum settembre 2024, l’inerzia delle parti sociali grava sulle tasche di 60.000 lavoratori</title>
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		                        		https://commercio.usb.it/leggi-notizia/vigilanza-usb-una-tantum-settembre-2024-linerzia-delle-parti-sociali-grava-sulle-tasche-di-60000-lavoratori-1453.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Diverse migliaia di Lavoratrici e Lavoratori della vigilanza privata sono in attesa di ricevere la busta paga del mese di settembre 2024 per scoprire se percepiranno, o meno, il <strong>pagamento dell’una tantum per la vacanza contrattuale</strong>.</p>
<p>Sul dato <strong>non c’è alcuna certezza</strong> poiché, nonostante l’impegno assunto nel maggio 2023 e nel febbraio 2024, le Organizzazioni Sindacali di CGIL CISL e UIL non hanno incontrato le rappresentanze datoriali. In una nota del 2 ottobre scorso, rilasciata dall’ASSIV (associazione datoriale che rappresenta una moltitudine di imprese del settore) e inviata ai propri associati, si legge che <strong>le Organizzazioni Sindacali “</strong><em><strong>non hanno dato alcun riscontro, asseritamente giustificando la loro inerzia sulla base di presunte difficoltà di natura politica</strong></em><strong>”</strong>.</p>
<p>Con questa comunicazione, infatti, l’ASSIV ribadisce che a causa della mancata definizione delle modalità di erogazione, alcuni Istituti potrebbero non elargire <em>l’una tantum</em>, con conseguente pregiudizio – seppure momentaneo – per i lavoratori dipendenti.</p>
<p>Parimenti, le sigle sindacali si rifanno a <strong>mancati accordi risultanti da infruttuosi incontri succedutisi negli scorsi mesi, ribaltando sulla parte datoriale il mancato raggiungimento di un’intesa</strong>.</p>
<p>Qui si continua a giocare con le tasche dei Lavoratori. Mentre continua il <em>ping pong</em> sulle responsabilità del mancato accordo - per questioni meramente <em>politiche o per indisponibilità delle parti datoriali</em>, <strong>migliaia di operatori rischiano di non percepire l’erogazione</strong> che, seppure non salvifica, rappresenta un contributo alle già esigue paghe del settore.</p>
<p><em><strong>È trascorso oltre un anno dalla sottoscrizione del primo accordo e otto mesi dal secondo e questi soggetti non hanno trovato il tempo e il modo per definire una disciplina per garantire il puntuale pagamento di questa erogazione?</strong></em><br /> D’altronde, i precedenti rinnovi hanno dovuto attendere sette anni. Cosa potevamo aspettarci se non lunghi rinvii.</p>
<p>Il settore ha acquisito dopo anni, e grazie alla Magistratura, degli aumenti contrattuali ma continua a pagare lo scotto di non avere una vera rappresentanza al tavolo delle contrattazioni che riesca a tutelare e rappresentare le necessità dei Lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Unione Sindacale di Base – Coordinamento Vigilanza Privata</strong></p>]]></content:encoded>
			
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