Canili pubblici: quale modello per il futuro del servizio?

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Negli ultimi mesi l’intervento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione sulla gestione degli appalti dei canili pubblici ha riportato al centro una questione che non riguarda soltanto procedure o capitolati ma il modo in cui un servizio pubblico viene pensato, organizzato e garantito.

Nel caso di Roma Capitale, la richiesta avanzata da USB di apertura di un tavolo tecnico nasce dall’esigenza di affrontare un tema che non può più essere rinviato: quale modalità di gestione intende adottare l’Amministrazione per il futuro dei canili comunali?

Il servizio svolto nelle strutture di Ponte Marconi e Muratella non è riconducibile a una funzione meramente custodiale. Si tratta di un’attività complessa che intreccia benessere animale, sicurezza pubblica, interventi sanitari, gestione comportamentale e percorsi di adozione.

Proprio per questo, le indicazioni di ANAC non possono essere lette come un semplice richiamo tecnico in quanto sollecitano una riflessione sul modo in cui questi servizi vengono progettati prima ancora che affidati.

Nel tempo, troppo spesso, le procedure si sono concentrate sulla fase di gara senza una definizione preventiva del modello di servizio. Il rischio è che il confronto si riduca a una questione economica, mentre ciò che è in gioco è la capacità del sistema di garantire continuità, qualità e stabilità.

In questo senso, il nodo non è solo come migliorare le condizioni dell’appalto esistente, ma anche quale assetto Roma Capitale intenda adottare per il futuro.

USB ha promosso l’apertura di un confronto proprio per evitare che la scelta resti implicita o dettata dall’emergenza poiché la domanda di fondo riguarda il ruolo che l’Amministrazione capitolina intende assumere: limitarsi alla funzione di ente appaltante oppure rafforzare una gestione più diretta e coerente con la natura pubblica del servizio?

Il tema non è teorico. Riguarda infatti la stabilità occupazionale, la qualità del lavoro e la capacità di garantire standard adeguati di benessere animale in quanto diventa oggi necessario valutare non soltanto le modalità di affidamento, ma gli scenari possibili di gestione del servizio.

Il percorso di confronto richiesto non è orientato alla difesa di un assetto dato, ma alla costruzione di un modello che assicuri coerenza tra obiettivi pubblici e organizzazione del servizio.

USB ritiene che il dibattito non possa limitarsi alla dimensione procedurale, ma debba affrontare il tema del ruolo pubblico nella gestione di attività che incidono direttamente sulla sicurezza territoriale e sulla tutela del benessere animale.

Per questo il focus non è semplicemente l’appalto in sé, ma la scelta di indirizzo che Roma Capitale intende compiere.

Un confronto trasparente su questo punto rappresenta oggi il passaggio necessario per garantire continuità, qualità e responsabilità nella gestione dei canili cittadini.

 

USB Terziario