Cliente senza mascherina? Non sei obbligato a servirlo

La tutela della salute e sicurezza è un diritto primario del lavoratore che prescinde l’immagine o gli interessi dell’azienda

 

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Ha avuto una grande rilevanza mediatica, il tentativo di un’azienda della Grande distribuzione di licenziare il dipendente che aveva rifiutato di servire un cliente senza mascherina. Nello specifico, il cassiere aveva esortato più volte la persona a coprirsi naso e bocca, anche con la sciarpa o la felpa, senza ottenere alcun risultato. Anzi, il cliente aveva iniziato una vera e propria discussione contro il lavoratore, fino poi ad andarsene lasciando tutta la merce sul nastro della cassa.

Compito obbligato poi dei dipendenti risistemarla.

L’azienda invece di intervenire a tutela del lavoratore, invia una sanzione disciplinare pesantissima, il licenziamento, adducendo come motivazione il danno d’immagine e la perdita economica.

Il Tribunale di Arezzo si è pronunciato in proposito, dopo il ricorso del lavoratore, definendo il licenziamento nullo e predisponendo la reintegra (sent. n.9 13/01/2021).

Il dott. Eufranio Massi, dirigente per 40 anni dei Sevizi Ispettivi del Ministero del Lavoro, ha preso parola sull’argomento con un interessante approfondimento che mostra la fondatezza delle denunce portate avanti su salute e sicurezza.

Il lavoratore, che agisce in uno stato di necessità per tutelare la propria sicurezza o quella dei colleghi, non viola alcun obbligo pertanto non è sanzionabile.

Inoltre i dipendenti hanno il diritto di fornire la propria prestazione lavorativa in totale sicurezza, pertanto possono rifiutare di svolgere la propria attività se questa non è garantita.

L’azienda è obbligata a mettere in atto tutte le misure di salute e sicurezza, non è sufficiente soltanto fornire i dispositivi di protezione.

Devono essere predisposte innanzitutto misure preventive che evitino il verificarsi di situazioni di rischio come quella citata. Le aziende devono dotarsi di un servizio di vigilanza apposito, che non deve essere demandato a commessi e cassieri, già oberati dalle loro mansioni specifiche.

Quanto successo dimostra come il solo sorvegliante all’ingresso non sia sufficiente perché in molti casi la clientela supera i controlli per poi avere atteggiamenti inadatti e pericolosi all’interno dei negozi.

Esortiamo tutti i lavoratori costretti a subire abusi e mancanze in termini di salute e sicurezza a contattarci in modo da scegliere insieme il percorso migliore affinché le aziende rispettino tutti gli obblighi di legge.

 

Usb Commercio