Commercio: il CCNL può aspettare... Cgil, Cisl e Uil firmano per la bilateralità

Roma -

ll CCNL del commercio è scaduto da oltre due mesi ma Cgil Cisl e Uil si affrettano a trovare l'intesa sulla bilateralità con Confcommercio.

 

Camusso, Bonanni, Angeletti e Carlo Sangalli (Presidente di Confcommercio), firmano l'accordo sulla Bilateralità ed il welfare contrattuale, vere fonti economiche che sorreggono i carrozzoni burocratici e di apparato di Cgil, Cisl e Uil.  Si tratta in massima parte di soldi che escono dalle tasche dei lavoratori e delle aziende e che arrivano sui conti correnti dei sindacati confederali sotto la forma di compensi per aver firmato i contratti di lavoro (?!), e relativi alla gestione dei cosiddetti "Enti Bilaterali". In pratica ormai molto meno della metà delle entrate di queste organizzazioni sindacali  arriva dalle quote degli iscritti. E allora si spiega anche perché del consenso convinto dei lavoratori ormai gli interessa poco!

 

Da questa "tassa" il lavoratore del commercio non si libererà mai. Si perché, come nei film dell'orrore dove il mostro non muore mai, anche se il dipendente abbandona le tessere di Cgil o di Cisl o Uil, continuerà a pagarli. Stando a quanto scrive il Fatto Quotidiano, una buona parte degli introiti sindacali non deriva dalle tessere, ma da altre due entrate: le quote relative alla presenza negli Enti Bilaterali e la quote di assistenza contrattuale. Queste ultime, stando all'articolosono una quota straordinaria che i sindacati e i datori di lavoro prelevano dalle buste paga dei lavoratori per aver concluso il contratto. Un premio per il lavoro fatto.

 

Nell’ultimo CCNL  dei metalmeccanici, ad esempio, Fim e Uilm hanno richiesto un contributo “una tantum di 30 euro per ogni lavoratore non iscritto al sindacato da trattenere sulla retribuzione”. Sul contratto, poi, era indicato il conto corrente bancario (presso il Credito cooperativo di Roma) su cui effettuare il versamento. Parlando di circa un milione di lavoratori è facile fare i conti. Per quanto riguarda i contratti del Commercio e del Terziario, la sola Filcams ha iscritto in bilancio 2,15 milioni che vanno moltiplicati per tre (cioè anche per Cisl e Uil) e poi per due (la parte datoriale). Il totale, quindi, è di circa 15 milioni di euro che rimpolpa bilanci spesso piuttosto magri. Un fiume di denaro assicurato dalla pratica del “silenzio-assenso”, per cui sono i lavoratori a dover mettere per iscritto il proprio rifiuto a versare la “tassa occulta”. Ma sono in pochi a saperlo.

 

Insomma, mentre i lavoratori del commercio attendono il rinnovo del CCNL di categoria, i sindacati complici rinunciano al conflitto di classe e sposano il conflitto di interesse a salvaguardia delle proprie burocrazie; una vera e propria casta sindacale che, al pari dei padroni, comprime diritti e salario di milioni di uomini e donne e rinuncia a qualsiasi prospettiva di conflitto in favore di un sistema di relazioni con le controparti che ormai è un rapporto di tutela di reciproci interessi che ha prodotto negli anni la parziale perdita di un diritto fondamentale come quello della malattia retribuita e l'introduzione del lavoro domenicale obbligatorio, aumenti economici a dir poco ridicoli e, come unico "avanzamento", il rafforzamento di quegli enti bilaterali tanto cari ai sindacati concertativi ma poco chiari ed inutili per i lavoratori.

 

USB lo sostiene da tempo, i lavoratori e primi fra tutti gli iscritti a Cgil, Cisl e Uil stanno aprendo definitivamente gli occhi: quei sindacati sono ormai irriformabili, immutabili ed irrecuperabili alle ragioni del lavoro e conseguentemente vanno abbandonati.

 

 

 

 

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