CONTRATTO NAZIONALE DEL COMMERCIO 2007-2010,UNA IMMENSA VERGOGNA

Nazionale -

 

Dopo l’ultima serie di scioperi nazionali solo indetti ma sempre ritirati, è stato firmato, da Fisascat-Cisl e Uiltucs (mentre la Filcams-CGIL non ha firmato e si è sospesa dalla trattativa per convocare i propri delegati), il CCNL del Commercio che riguarda oltre 2 milioni di lavoratori. Quello che è’ stato sottoscritto, dopo 19 mesi di ritardo, è un abominevole accordo di rinnovo, in cui sono stati colpiti i diritti dei lavoratori del settore, mentre rimangono sul tappeto i loro problemi di reddito e di precarietà. Cosa prevede l’accordo:

 

LAVORO DOMENICALE: obbligo di lavorare 13 domeniche all’anno + il 30% delle aperture domenicali comunali; salvo diverso accordo aziendale (la contrattazione aziendale copre circa il 10% dei lavoratori del settore), in poche parole si potranno costringere i lavoratori a lavorare fino 26 domeniche all’anno (forse esentati le lavoratrici madri o padri con bambini sino a 3 anni e i lavoratori che assistono portatori di handicap o persone non autosufficienti). Gli attuali vigenti accordi aziendali sulle aperture scadranno automaticamente tra 4 mesi, per essere ovviamente peggiorati. Per il lavoro domenicale svolto come prestazione ordinaria (entro le 40 ore settimanali) è prevista la sola maggiorazione del 30%, maggiorazione ridotta per i tanti lavoratori assunti con contratti che prevedono il riposo in giorni diversi dalla domenica (15% dal 01.07.2008, 20% dal 01.01.2009 e il 30% dal 01.01.2010). La Confcommercio incassa soddisfatta la sua principale richiesta contrattuale: lavoro domenicale obbligatorio e pagato poco.

 

SALARIO: cancellato il biennio economico, l’aumento si spalma su 4 anni a fronte di una inflazione che supera il 4% e che ridurrà l'aumento ad un pugno di mosche. L’aumento retributivo, per un IV livello è pari a 150.00 euro a regime (settembre 2010), così rateizzati:

 

 

Febbraio 2008

Dicembre 2008

Settembre 2009

Marzo 2010

Settembre 2010

55.00

21.00

34.00

20.00

20.00

 

Attenzione: tutte le cifre sono LORDE e calcolate per i TEMPI PIENI, inoltre considerando che Confcommercio da aprile già erogava una somma integrativa di vacanza contrattuale di 55.00 euro (12.69 di IVC + 42.04 di anticipo assorbibile), il primo aumento effettivo di 21.00 euro ci sarà solo a partire da dicembre 2008, per arrivare a regime ad un aumento di solo 95.00 euro (lorde) e non di 150.00. Per chi non ha avuto l’anticipo ma solo l’indennità contrattuale (IVC) il primo aumento effettivo sarà di 42.31 euro lorde.

 

ARRETRATI: per i mesi di ritardo contrattuale NON E’ RICONOSCIUTO NESSUN RECUPERO “UNA TANTUM” ma solo gli arretrati da febbraio 2008 al netto della IVC, 252.06 euro divisi in due rate (07.2008 e 11.2008), una svendita, basti pensare che l’una tantum (già misera) dello scorso rinnovo contrattuale era di 400.00 euro.

 

ORARIO DI LAVORO: deroga al riposo giornaliero di 11 ore e aumento dello straordinario obbligatorio da 200 ore a 250 ore annue.

 

APPRENDISTATO: si riducono pesantemente i permessi individuali retribuiti (PIR), per cui questi lavoratori, già superpenalizzati sul salario di ingresso, subiscono un vero e proprio aumento delle ore di lavoro (i permessi vengono riconosciuti al 50% solo a metà del periodo e al 100% alla fine del periodo di apprendistato).

 

DIRITTI SINDACALI: si annulla quel poco di democrazia sindacale, prevedendo che le rappresentanze sindacali unitarie dei lavoratori (RSU) possano essere promosse solo dai sindacati firmatari di Contratto Nazionale a prescindere dalla rapprentanza reale, insomma un vero e proprio fascismo sindacale.

 

La catastrofe di questo rinnovo contrattuale (dalla durata delle trattative, al numero di scioperi indetti e revocati, ai regali fatti a CONFCOMMERCIO su lavoro domenicale, durata quadriennale degli aumenti salariali e apprendistato) è partita già dalla definizione di una piattaforma sindacale contrattuale debole e aperta alle richieste di confcommercio di più flessibilità e competitività per il settore. Al di là della vicenda della “rottura” in extremis del tavolo unitario, se si parte coscientemente con il piede sbagliato sono questi i risultati.

 

AUMENTI SALARIALI DI 200 EURO IN DUE ANNI, NO ALLA PRECARIETÀ E ALLE DOMENICHE, RIPRISTINO DEI DIRITTI DEI LAVORATORI, DEMOCRAZIA NEI LUOGHI DI LAVORO

 

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