LEROY MERLIN: FIGLI E FIGLIASTRI

Roma -

Le parole e le buone intenzioni sono solo fumo negli occhi. Andare incontro alle “esigenze dei collaboratori” è una delle frasi che le lavoratrici ed i lavoratori vedono campeggiare sulle bacheche aziendali, sui manifesti formato “gigante” e in molti altri contesti in cui l’azienda ha l’occasione per ribadirlo. Nei giorni scorsi, ancora una volta, a Leroy Merlin Porta di Roma ci siamo resi conto di come sia solo una bella frase buttata lì e niente altro, una frase che vale solo per una piccola schiera di “privilegiati”.

 

E’ consuetudine delle direzioni, per andare incontro alle esigenze dell’azienda e di chi ci lavora, accettare cambi turno alla pari, (stesso reparto, stesse mansioni e stesso orario); non mettere mai in turno un lavoratore la domenica quando il lunedì comincia la settimana di ferie, soprattutto quando non ha dato quella disponibilità ma ne ha comunicate altre come richiesto dalla direzione aziendale; accettare richieste di permesso quando il turno è abbondantemente coperto.

 

A Porta di Roma, ormai è evidente, c’è chi pensa che non tutti i lavoratori siano uguali… E  ancora una volta abbiamo assistito ad un atteggiamento vessatorio nei confronti di un nostro collega al quale e’ stato negato quello che è invece prassi tutti i giorni, nei nostri luoghi di lavoro, solo per alcuni.

 

USB Lavoro Privato denuncia con forza, ancora una volta, la disparità di trattamento nei confronti di chi “non è allineato” ai dettami aziendali e vigilerà affinché tutte e tutti vengano rispettati, anche nella propria dignità. Diffida ancora una volta Leroy Merlin Italia nell’insistere in tali incomprensibili episodi ed esprime solidarietà e sostegno al lavoratore oggetto di un atteggiamento ingiusto e discriminatorio.

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