Saldi: le tasche griffate della Befana sono sempre più vuote, soprattutto per lavoratrici e lavoratori del commercio

Nazionale -

Mentre il Governo autorizza tutti i rincari possibili (bollette, benzina, bolli, assicurazioni, etc) e approva tutti i tagli sulle spese necessarie, prima fra tutte la Sanità, sembrano essere sovvertite tutte le logiche, e di certo non ci sorprende che si tradiscano le promesse fatte e ritrattino i proclami.

Il paradosso di come venga trascurato ciò che davvero è importante si riflette anche nella frenesia dei saldi, dove il superfluo viene garantito a prezzi scontati mentre il necessario diventa via via più inaccessibile.

Anche quest'anno a ridosso dell'Epifania, ai lavoratori del Commercio viene chiesto di rinunciare al diritto alla festa per garantire l'inizio dei saldi. Nei centri commerciali e nelle vie dello shopping, i negozi cambiano aspetto, allestimenti e priorità: la merce esibita in blocchi e pile, nelle casse aumentano gli ordini di cambio moneta, ed è caccia all'ultimo centesimo come tra poche ore sarà caccia all'ultimo sconto.

I carrelli digitali già sono in fibrillazione su tutte le piattaforme di e-commerce, in attesa dell'ora “x” per trasformare -con un click- quei carrelli in ordini, che le squadre di magazzinieri, trasportatori e commessi si stanno già preparando a processare.

Ai lavoratori e alle lavoratrici impegnati -chi nei negozi e chi negli hub- è chiesto uno sforzo immane, nonostante anche le loro retribuzioni siano in saldo. Abbiamo già evidenziato l'irrisoria cifra una tantum concordata per i mancati rinnovi dei CCNL del Commercio, come pure gli aumenti contrattuali previsti, del tutto inadeguati al carovita e alla pressione dell'inflazione.

Ma la piaga degli stipendi insufficienti si sta aprendo nella vita della maggior parte dei lavoratori dipendenti che hanno i salari bloccati al palo dai ricatti padronali e sindacali, e con un Governo che ha bocciato il salario minimo e il RdC.

L'impoverimento generalizzato, quello dei lavoratori che si somma a quello dei disoccupati, si rende evidente nei carrelli dei supermercati, quelli che restano sempre più vuoti a differenza di quelli digitali: la spesa alimentare è quella più penalizzata, i prezzi dei beni di prima necessità continuano ad aumentare e il Paese della cucina migliore del mondo -secondo la classifica TasteAtlas- non si riflette sulla nostra tavola.

Questo freddo gennaio si insinua nelle tasche degli italiani, che saranno pure griffate, ma restano vuote, a cominciare da quelle dei commessi e delle commesse che a fine gennaio, con la prima tranche una tantum, verificheranno che quei 150 euro non sono sufficienti neppure per arrivare a metà del mese successivo.

L'unica merce elargita a piene mani ai lavoratori, e che non conosce oscillazioni né sconti, è l'odio padronale.

E ancora una volta USB è la sola organizzazione in grado di tradurre in lotta di classe la rabbia di questi e di tutti i lavoratori e le lavoratrici.

 

USB Commercio

 

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