SISTEMA APPALTI E INCHIESTA LABIRINTO: SE LA MAGISTRATURA FOSSE INTERVENUTA ALLORA. USB: IN PIAZZA NEL 2011 CON LA VERTENZA OMNIA NETWORK, ERA GIA' TUTTO CHIARO

Roma -

Le cronache di queste ore stanno dando ragione a quanto sosteniamo da sempre. Il sistema degli appalti e l'inchiesta Labirinto, dimostrano ogni oltre ragionevole dubbio che gli unici beneficiari dello smantellamento del servizio pubblico sono gli appetiti, molto spesso criminali, dei capitani d'impresa senza scrupoli.


“La vicenda, che battezzammo da subito battezzato ‘Vergomnia Network’ - dichiara Francesco Iacovone dell'esecutivo nazionale USB Lavoro Privato - fu il prodotto dell’artificio a scatole cinesi adottato da molte imprese per scaricare i costi e i debiti a carico dei lavoratori e della collettività e ricorda molto da vicino il caso altrettanto tristemente noto di  Agile/Eutelia.”.

“Con l’aggravante continua il sindacalista USB - che l’appalto era stato affidato da Sogei, Società di Information e Comunication Teconology del Ministero delle Finanze, che opera dunque per conto della Pubblica Amministrazione, la cui carente attività di controllo avrebbe in parte consentito l’evasione delle spettanze contributive e fiscali da parte della ditta appaltatrice. Paradossale che l’appalto fu affidato proprio per il call center delle Agenzie Fiscali.

“Per quella vertenza lottammo, occupammo il call center per oltre un mese e denunciammo alle massime autorità delle Agenzie, della Regione Lazio e del Ministero. Sarebbe bastato andare a fondo delle nostre argomentazioni per evitare che l'ennesima storia di malaffare a danno dei cittadini e dei lavoratori continuasse a perpetrarsi nel labirinto, quello sì, delle connivenze politico imprenditoriali”, conclude Iacovone.


USB Lavoro Privato

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