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UNICOOP: CAMPAINI COME MARCHIONNE?SPUNTA L' IPOTESI NEW COMPANY PER ALCUNI NEGOZI UNICOOP FIRENZE

Nazionale -

 

Nel contratto integrativo in corso, Unicoop Firenze vorrebbe mettere i punti fermi col sindacato per realizzare una "nuova compagnia" che assorbirebbe alcuni negozi storici definiti non redditizi.
Il tutto nel silenzio complice dei sindacalisti che stanno partecipando alla trattativa.

 

Oramai non si tratta più soltanto di voci. L' intenzione di Unicoop Firenze di creare una Nuova Società (NewCo.) non solo si palesa ad ogni incontro per il rinnovo dell' Integrativo Aziendale, ma sembra essere divenuto un elemento pregiudiziale per il proseguimento della contrattazione.

Quello che non trapela sono i dettagli dell' operazione che Unicoop intende portare a compimento.
Sappiamo solo che l' intenzione è di raggruppare una serie di piccoli negozi (si parla di 15-20) sotto una nuova insegna, della quale Unicoop sarà forse solo una partecipante (non si sa eventualmente in che percentuale e chi saranno i nuovi soci). Il criterio in base al quale è stata operata la scelta dei punti vendita sarebbe la loro "non redditività".

Insomma si vuol creare quella che in gergo si chiama una "Bad Company", cioè una compagnia che raccolga tutte le "criticità economiche" del gruppo.
Niente vieta di pensare, infatti, che nel nuovo progetto possano, adesso o in futuro, entrare a far parte anche IPER o SUPERmercati, qualora la loro redditività risultasse negativa o fosse comunque giudicata tale.

Sono invece sono chiari i motivi di questa operazione, sulla quale la direzione di Unicoop sta così tanto insistendo. Sono esattamente gli stessi che hanno spinto Marchionne a fare una scelta analoga.

Abbassare il costo del lavoro, per prima cosa.
I lavoratori che faranno parte della nuova società risponderanno infatti al solo CCNL (niente integrativo dunque) e l' orario sarà innalzato a 40 ore settimanali, con l'azzeramento dei livelli, dell' anzianità, ecc.

La scelta per chi già è impiegato presso i punti vendita coinvolti è quella di accettare le nuove condizioni contrattuali o di farsi trasferire, magari a qualche decina di chilometri di distanza.

Noi crediamo però che nel caso Unicoop Firenze ci siano alcune aggravanti.
Lo scopo mutualistico e sociale che ne è prerogativa, impedirebbe l' adozione di certe manovre riservandole ad imprese più votate al profitto a tutti i costi. Non è forse quello che Campaini professa?

Non è forse Unicoop, forte dei propri utili, in grado di sopportare deboli perdite di bilancio legate a piccoli ma "storici" punti vendita, dimenticando l' importante ruolo sociale che essi ancora oggi rappresentano?

C'è inoltre il timore, vista l' inesistenza di un trasparente piano di ristrutturazione e di rilancio, di una futura chiusura dei punti vendita in quota alla newco se questi non dovessero tornare ad essere produttivi.
Chiusura che non sarebbe più messa in atto da Unicoop, ma dalla Nuova Società, limitandone così gli effetti negativi sull'immagine di Unicoop Firenze.

Immaginiamo che per i colleghi che dovessero trovarsi nella nuova compagnia, come consolazione sia fatto omaggio del profetico libro di Turiddo Campaini, Un'altra vita è possibile. E' il caso di dire che mai titolo fu così azzeccato.

Per adesso consigliamo a tutti i colleghi/e di tenere occhi e orecchi bene aperti, anche perchè Unicoop Firenze pare davvero avere una fretta diabolica e alquanto sospetta nel voler chiudere l' operazione!

 

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