Unicoop Tirreno: ancora nessun passo in avanti verso una possibile soluzione

Nazionale -

L’Unicoop Tirreno ha cercato di fare un passo indietro, attivando le procedure di mobilità senza le necessarie garanzie per i lavoratori.

Lo scorso sabato, Unicoop Tirreno ha nuovamente incontrato le parti per discutere la situazione a rischio degli otto punti vendita nel sud del Lazio con 135 lavoratori coinvolti tra negozi dichiarati in chiusura e ristrutturazioni. L’azienda ha presentato le stesse cifre dello scorso incontro (incentivi all’esodo di 35 mila euro per un full time e di settemila cinquecento per il trasferimento ), ma ha fatto un  passo indietro sul ricorso alla  cassa integrazione.


In questo modo non vi sono garanzie che i trasferimenti vangano gestiti all’interno del Lazio e non obbligatoriamente in Toscana e si verrebbero a creare differenze importanti fra i lavoratori disposti ad accettare l’uscita e coloro che invece sceglieranno il trasferimento non potendo gestire i due eventi con modalità e tempi che invece la cassa integrazione permetterebbe di armonizzare.


Unicoop Tirreno ha mostrato, fin dall’inizio della discussione, molta fretta nel voler chiudere la trattativa, tanto da dichiarare di voler aprire le procedure di mobilità sin da oggi.
La ferma opposizione dei sindacati ha permesso un prolungamento dei tempi,  nei quali Unicoop si è impegnata ad effettuare ulteriori verifiche per quel che riguarda il ricorso a tutti gli ammortizzatori sociali necessari per gestire tale crisi.


Abbiamo più volte ribadito la nostra contrarietà a questo piano industriale: non saremo certo noi ad avvallare operazioni che vedrebbero lavoratori in difficoltà costretti al licenziamento ma, come condiviso in tutte le assemblee, valuteremo il reale impatto dell’accordo che dovrà rispettare la piena occupazione e le garanzie salariali.

Il prossimo tavolo di confronto è stato convocato per il 30 gennaio e Unicoop ha dichiarato di sospendere, al momento, l’avvio delle procedure di mobilità.
 Qui l’Unione sindacale di Base tornerà ad esigere con forza che l’azienda presenti un piano, almeno regionale, coinvolgendo tutto il mondo cooperativo, presente nel Lazio su 135 punti vendita e varie articolazioni.


A tal proposito, i primi passi si stanno facendo ad Aprilia. Nella città la Coop era uno dei negozi per cui si era  annunciata la chiusura entro breve tempo, invece rimarrà aperto almeno fino a giugno perché l’ipermercato Ipercoop è in ristrutturazione.


Questo dimostra come la richiesta di una collaborazione,  proposta più volte,  tra tutto il movimento cooperativo fosse legittima e percorribile nella tutela dei diritti dei lavoratori.



Unione Sindacale di Base Commercio

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