Unicoop Tirreno: il CdA, criticato duramente dai soci, rassegni le dimissioni !

Roma -

Livorno, contestati i dirigenti Coop all'assemblea dei soci. Critiche anche all'assemblea di Piombino e di Viterbo, dove le ex precarie Coop leggono una lettera inviata al Prefetto tra gli applausi dei soci riuniti in assemblea.

 

Le assemblee dei soci criticano duramente la Cooperativa, con attacchi diretti alla dirigenza che stavolta non arrivano dall'USB ma dalla base sociale, alla quale Unicoop Tirreno si appella strumentalmente al sorgere di ogni difficoltà: "non pensate che non ci siamo accorti che in Coop non c’è più nessuno", hanno osservato alcuni soci, «il banco della carne, ad esempio, è sempre deserto, così come quello del pane, le cui addette», ha sottolineato un vecchio socio, ...«non sono mai presenti perché impiegate in una marea di altre mansioni». Anche il Salvatempo non è scampato alla riflessione: «bene che l’elettronica vada avanti», ha sottolineato lo stesso socio, ma il sospetto è che la sua utilità sia soprattutto per Coop che così fa a meno del personale. Quale personale poi? Di certo non la dirigenza, «visto che è abbastanza evidente – ha puntualizzato una socia – che i tagli sono stati fatti per commessi, che devono il loro posto di lavoro a pur lodevoli contratti di solidarietà. Ma i dirigenti? Hanno contribuito al valore sociale della Cooperativa tagliando le proprie spettanze?»."

 

L'immagine pubblica immacolata e impeccabile che Unicoop Tirreno sfoggia all'esterno comincia a mostrare le sue crepe e quello che ne resta è la faccia impietosa e arrogante nei rapporti con i lavoratori ed sindacati ma soprattutto tentacolare nella gestione del potere economico e immobiliare. La sbandierata “distintività” esiste davvero o è solo uno spot fine a se stesso?

 

Unicoop Tirreno è sempre più spesso sugli "onori delle cronache": dal gruppo di delegate ed iscritte USB che scrissero una lettera aperta a Luciana Littizzetto, testimonial della Coop, nella quale venivano rappresentate le condizioni di disagio vissute dalle stesse, alla precettazione dei lavoratori in sciopero a Livorno; dalla vertenza dei lavoratori Coop della Campania, dove Unicoop Tirreno ha tentato di svendere ad un privato la storia della cooperazione nella regione, i diritti dei lavoratori ed il concetto stesso di democrazia, a Catia Bottoni, recordwoman della precarietà con 12 anni e 27 contratti a termine con la Coop; fino ad arrivare all'incredibile caso di Lucia De Maio, licenziata ingiustamente e reintegrata per rappresaglia ad oltre 400 Km da casa.

 

Questi i fatti di cronaca, evidenziati da alcuni quotidiani  e TV nazionali e finanche dalla Camera dei Deputati. Se corrediamo il tutto con qualche condanna per condotta antisindacale, i tanti racconti di ordinario disagio raccolti nelle nostre stanze sindacali e i tanti lavoratori che subiscono in silenzio, si compone un quadro che mette Unicoop Tirreno sul banco degli imputati come azienda che drena il territorio facendo profitti ma in cambio non rende alcun valore aggiunto.

 

Alla Luce di tutto ciò la recente decidione del CdA Unicoop Tirreno di dare il via ad un lavoro di revisione dello Statuto e dei Regolamenti, che proroga di fatto di un anno il mandato dei Comitati Direttivi delle Sezioni dei Soci sospendendo le elezioni per il rinnovo degli stessi, ci lascia molto perplessi. Forse la dirigenza era preoccupata che tra i nuovi eletti fosse presente una motivata rappresentanza dei soci e lavoratori che in molte situazioni hanno mostrato di non condividere le scelte del CdA Unicoop Tirreno?

 

 

Appare evidente che la dirigenza della Cooperativa ha smarrito l’originario spirito di solidarietà e mutualità, sacrificato alla logica del mercato, della competizione e del profitto alla pari delle imprese di capitale. L’unico atto di responsabilità del CdA Unicoop Tirreno sarebbe dunque quello di rassegnare le dimissioni.

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