Unicoop Tirreno, scarsi passi avanti nella trattativa

Poche aperture da parte di Unicoop Tirreno nell’ambito del rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale

Roma -

Il 6 dicembre si è tenuto a Firenze l’incontro fra Unicoop Tirreno e Usb, nell’ambito della trattativa nazionale per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale. Come concordato nel corso dell’ultima riunione, il tema all’ordine del giorno è stato il sistema aziendale delle relazioni sindacali.

L’azienda ha dichiarato la propria volontà di rendere più efficaci le relazioni sindacali, definite fondamentali per i buoni sviluppi dello stesso integrativo, dovranno essere pertanto definite norme univoche in proposito.

Livelli e materie di confronto hanno bisogno di una ridefinizione con una specifica chiara di cosa si intenda per livello territoriale. Al momento le ipotesi sono tre:

- due aree, da una parte la Toscana e dall’altra Lazio/Umbria,

- otto provincie,

- quattro aree composte dall’accorpamento delle provincie.

 

Unicoop Tirreno ha esposto le materie oggetto di confronto relative ad ogni livello (nazionale, territoriale e di unità produttiva), differenziandole fra quelle oggetto solo di informazione e quelle passibili di negoziazione:

 

Nazionale

Informazione e confronto: politiche commerciali, strategie, andamento economico, sviluppo ed investimenti,

Negoziazione: dinamiche quantitative e qualitative dell’occupazione.

 

Territoriale

Informazione e confronto: informazione e confronto su tutte le tematiche del livello nazionale quando queste riguardano solo il livello territoriale definito, andamento economico.

 

Unità produttiva

informazione e confronto: organici, verifica degli andamenti gestionali per l’erogazione del salario variabile, salute e sicurezza, ristrutturazione dei punti vendita.

 

Nonostante le dichiarazioni di Unicoop Tirreno sull’importanza delle relazioni sindacali non è stato previsto nessun ambito negoziale nei livelli territoriale e di unità produttiva. Di fronte alle richieste di chiarimento di Usb, l’azienda si è limitata ad accennare un possibile confronto a livello territoriale, ma solo su alcune tematiche non meglio definite.

Usb, così come esplicitato nella propria piattaforma, esprime forti perplessità verso qualsiasi proposta che non preveda una negoziazione a livello decentrato di singola unità produttiva. Proprio quest’ultima infatti consente, sopratutto in tema di organizzazione del lavoro, una pianificazione corretta dei tempi di vita e di lavoro. Qualsiasi altra ipotesi riproporrebbe le decisioni unilaterali, imposte dall’azienda, che hanno mostrato in questi anni il loro fallimento.

Accogliamo con favore la proposta dell’azienda di voler ridefinire il numero degli Rls, oggi ancora troppo esiguo.

Questo però non toglie che la mancanza di una reale negoziazione su orari, organici e organizzazione ai livelli territoriale e di unità produttiva non consente neanche di parlare in modo concreto di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

L’Usb ribadisce le proprie richieste, già evidenziate nella piattaforma rivendicativa, validata nelle assemblee dai lavoratori. Rifiutiamo qualsiasi proposta peggiorativa, avanzata da Unicoop Tirreno nel corso dei vari incontri, a partire dall’abbassamento dei salari, passando per l’aumento dell’orario fino ad arrivare a relazioni sindacali non in grado di leggere le specificità dei singoli territori.

 

Delegati Usb Unicoop Tirreno

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