USB #dallapartediSimona chiede il reintegro immediato. Mediamarket si trincera dietro un tecnicismo

Roma -

Simona, 40 anni, malata oncologica e dipendente del negozio Saturn del centro commerciale Romaest di Roma, licenziata per «superamento del periodo di comporto», ancora non è stata reintegrata.

Mediamarket S.p.A. si trincera dietro un tecnicismo, la consegna della certificazione che comprova una patologia grave e continuativa che comporti terapie salvavita periodicamente documentata da specialisti del Servizio Sanitario Nazionale, e lo fa mentre Simona è impegnata nelle cure riabilitative post operatorie.

Appare strano che la multinazionale non abbia contezza dello stato di salute di Simona, e ci chiediamo se la stessa Simona abbia ricevuto, nel tempo, la corretta sorveglianza sanitaria a salvaguardia della sua salute, come riportato tra l'altro dal Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

L'USB chiede con forza il reintegro di Simona e si attiverà in tutte le sedi per verificare la corretta applicazione della Legge 81/08. Questa rigidità della multinazionale, sommata alle tante segnalazioni di altri casi analoghi in altrettante aziende, evidenzia, se ancora ce ne fosse bisogno, la necessità di una legge a tutela dei malati affetti da patologie gravi.

L'USB raccoglie l'appello del Forum Diritti/Lavoro e chiede alle forze politiche e all’opinione pubblica democratica di agire per giungere rapidamente a misure che fermino lo stillicidio di licenziamenti di lavoratrici e lavoratori malati gravi; intende inoltre dare avvio ad una campagna di sensibilizzazione su questa gravissima violazione dei più elementari diritti del lavoro e della civiltà.

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