Le precarie USB Coop alla trasmissione LA GABBIA di La7

Video - Roma, 16 marzo 2014. Le precarie USB Coop in lotta

Roma -

Il servizio andato in onda ieri nella trasmissione LA GABBIA, condotta da Gianluigi Paragone in onda su La7, ben rappresenta l'idea di sfruttamento del sistema cooperativistico nostrano che corona la sua capacità di trovare e praticare nuove frontiere di precarizzazione di massa con la nomina al dicastero del Lavoro del neopolitico e guida ultradecennale del sistema cooperativo attraverso Legacoop, la Confindustria rossa, Giuliano Poletti.

 

E Poletti ci toglie subito ogni dubbio. Il nuovo esecutivo sta varando il cosiddetto Jobs Act, che prevede, tra le altre cose, la precarizzazione per decreto e per sempre. Il nuovo meccanismo previsto sul lavoro a termine è più o meno il solito di prima, perché l'assunzione obbligatoria dopo 36 mesi esisteva già, così come (appunto) esistevano già gli espedienti delle aziende per non rimanere imbrigliate nella norma. L'asse Renzi Poletti, anziché cambiarlo in meglio, quel sistema lo peggiora, togliendo il principio cardine della causalità (ossia l'obbligo per l'impresa di specificare i motivi per cui assume a tempo determinato anziché a tempo indeterminato), nonché alzando l'asticella della percentuale possibile di lavoro a termine in una azienda dal 10-15% al 20%.

 

Insomma, mentre Catia Bottoni, recordwoman della precarietà, che in 12 anni ha collezionato 27 contratti a termine, assieme alle precarie di Viterbo, testimoniano in TV le condizioni di sfruttamento al di fuori delle leggi e dei contratti che hanno subito sulla loro pelle, il "governo del fare" e del farlo in fretta tara le leggi a misura del capitale. Era prevedibile visto che Catia per protesta s’è pure incatenata due volte sotto la sede di Legacoop: l’allora presidente ed ora Ministro, Giuliano Poletti, non l’ha mai ricevuta, forse era già al lavoro per capire come sottrarre il futuro di milioni di giovani italiani...

 

...Missione compiuta visto che il Jobs Act li ha destinati ad una precarietà infinita!

 

 

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