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UNICOOP TIRRENO: PRECARI E MAZZIATI

Roma -

Abbiamo denunciato più volte <link http: servizi.usb.it external-link-new-window>l’abuso di contratti precari praticato da Unicoop Tirreno. La Via Crucis precaria di questi lavoratori, la maggior parte dei quali sono donne e madri, dura anche 12 anni ed a volte si conclude con un licenziamento definitivo o con accordi di <link http: servizi.usb.it external-link-new-window>“STABILIZZAZIONE PRECARIA”.

 

Pensavamo quindi che piovesse ma le ultime vicende ci inducono a pensare che stia nevicando. Le rivendicazioni giunte alla nostra sede da alcune lavoratrici ex precarie coop e nuove disoccupate ci lasciano a dir poco basiti.

 

Il contratto integrativo Unicoop Tirreno prevede un “sistema premiante” progressivo sulla prestazione lavorativa domenicale, da 7 a 10 domeniche annue il dipendente percepisce 30 € di buoni spesa (circa 3 € a domenica lavorata, motivo in più per essere totalmente in <link http: servizi.usb.it external-link-new-window>disaccordo con il lavoro domenicale), fino ad arrivare a 120 € se lavora oltre le 23 domeniche annue. I buoni spesa, oltretutto, possono essere utilizzati esclusivamente nei punti vendita Coop.

 

E’ inutile dire che i contratti precari prevalentemente prevedono il lavoro domenicale obbligatorio. Di conseguenza questi lavoratori, che vivono già il disagio di non avere un contratto stabile, annullano la possibilità di avere qualsiasi tipo di relazione sociale o di godere le feste in famiglia in nome dell’agognato posto precario alla Coop e del ”premio” dei buoni spesa a fine anno.

 

E siamo al paradosso, dal greco "un ragionamento che appare contraddittorio, ma che deve essere accettato" e che noi non accettiamo affatto. I buoni spesa vengono erogati con la busta paga del mese di dicembre, di conseguenza, secondo l’interpretazione dell’etica e piena di valori Coop, il maturato diritto non deve essere retribuito se il precario non è in forza a dicembre.

 

Appare evidente che il ragionamento non sta in piedi, appare altrettanto evidente che il ragionamento è discriminatorio e non ha alcunché di etico e solidale. E’ un atto arrogante che penalizza ulteriormente lavoratrici e lavoratori precari che come unica colpa hanno quella di essere disoccupati nel mese di dicembre.

 

USB Lavoro privato esprime tutta la sua solidarietà ed il supporto sindacale e legale ai lavoratori e tutto il suo sdegno nei confronti di un’azienda che si mostra sempre più <link http: servizi.usb.it external-link-new-window>impietosa e prepotente nei rapporti con i dipendenti.

 

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