USB Leroy Merlin denuncia la formazione ingannevole somministrata ai dipendenti. Noi Leader? Fa ridere già così

Roma -

Quale formazione?
Di recente Leroy Merlin ha deciso di erogare ai suoi dipendenti la “formazione” NOI LEADER. Fa ridere già così. La formazione è ben altra cosa, dovrebbe riguardare soprattutto gli aspetti tecnici e procedurali del nostro lavoro e come ben sappiamo è scarsa, se non assente.
Tuttavia l'azienda fa sapere attraverso questa formazione che ha bisogno di dipendenti preparatissimi, competenti e sorridenti. Parallelamente ci informa anche che “non ci sono le risorse” per mettere a disposizione ore ufficiali di formazione. Non solo, fa trapelare l'idea che l'onere di essere formati è individuale, spetta cioè alla buona volontà del singolo insistere per essere adeguatamente formato. In questa logica di totale deresponsabilizzazione, ancora una volta è tutto a carico di chi lavora: se non sei preparato, è un problema tuo, che non hai fatto abbastanza domande.
Lavoro di molti, profitto di pochi.
Potremmo poi soffermarci sul titolo: NOI LEADER.
L'inganno potrà forse sfuggire ai meno attenti, ma non siamo collaboratori, men che mai siamo leader o stiamo beneficiando della crescita dell'azienda. Negli ultimi anni si è al contrario registrata la palese tendenza delle grandi aziende di volersi accrescere proprio sulle spalle di chi lavora: tagliando il personale, aumentando i carichi di lavoro, fornendo strumenti per aumentare la produttività, allungando la lista di cose fare e di responsabilità, senza che a questo corrisponda il benché minimo riconoscimento per chi effettivamente quella ricchezza la produce.
Non ci crediamo più.
Tutto torna: se non ti vuoi formare, se non vuoi lavorare il weekend, se l'azienda perde ricchezza, è colpa tua, che non ti senti abbastanza leader.
Più che una formazione sembra un dichiarato tentativo di continuare a INDOTTRINARE chi lavora con la solita retorica trita della grande famiglia, con la promessa di un benessere inesistente, e con la velata minaccia che la barca affonderà se chi sta più in basso non accetterà di fare un ulteriore “sforzo”.
Mobilitiamoci insieme!
Molti di noi non hanno mai nemmeno provato a mettere in discussione questa retorica: perché sa essere pervasiva e convincente, perché ci sentiamo soli e isolati, e infine perché ci viene sottilmente suggerito di continuo che forse perderemo anche il lavoro, se proviamo anche solo a pensare in modo diverso.
Ma non siamo soli. E iniziare a contrastare questo modo di pensare e agire è possibile, se lo facciamo insieme.