Castel Romano, sciopero di protesta nel primo sabato di saldi: il diritto al riposo festivo non si tocca

Roma -

Si riaccende la protesta dei lavoratori e delle lavoratrici di Castel Romano contro la decisione della direzione che ha disposto l’apertura del 26 dicembre, riducendo drasticamente i giorni di chiusura festiva dell’outlet. Con USB, hanno scioperato nelle ore pomeridiane - quelle del picco di vendite - del primo sabato di saldi. La protesta, in questa data così significativa, ha lo scopo di rivendicare il diritto al riposo festivo del 26 dicembre, ma non solo. 

Da anni i lavoratori e le lavoratrici del Commercio si vedono sottratti diritti e tutele: da quando, con il governo Monti, le liberalizzazioni dei giorni e degli orari di apertura dei negozi hanno consentito ad aziende e centri commerciali di aprire in maniera selvaggia e spesso scellerata, come in questo caso.

Ma l’attacco ai diritti dei lavoratori è proseguito nei CCNL firmati dai soliti noti, che hanno legittimato ciò che la legge dispone, rendendo ordinario il lavoro domenicale con maggiorazioni risibili; e allargando le maglie dell’applicazione della flessibilità, spesso persino derogando in peggio nei contratti di secondo livello e in quelli individuali, imponendo il lavoro festivo.

Da allora chi lavora in questo settore fa quotidianamente più fatica a conciliare il lavoro con la vita privata. Non deve dunque sorprendere la reazione a questo ennesimo attacco al diritto di godere della festività, specie questa a ridosso di quella natalizia, la più sentita nel nostro Paese.

Ed è dunque per queste ragioni che oggi hanno scioperato numerosi: per respingere la decisione di McArthur Glen, ma soprattutto per esprimere la determinazione a riprendersi quello che in tutti questi anni è stato tolto, ossia il diritto sul proprio tempo. 

Tra le tante parole d’ordine risuonate durante la protesta, a “il festivo non si tocca!” si è aggiunto “il tempo dei commessi non è in saldo!”, perché si lavora per vivere e non il contrario. E  infatti, un lavoro che restringe costantemente il tempo libero a disposizione non è forse più simile alla schiavitù? 

La protesta è presente anche online con l’hashtag #26dicembrechiusi e i lavoratori e le lavoratrici preannunciano ulteriori giornate di protesta, con il pieno supporto di USB, fino a quando la direzione non ritornerà sui suoi passi garantendo la chiusura in tale data.


USB Commercio

 

Roma 8/7/23